Scopata bagnata

Carmelo è sempre stato il mio sogno erotico, ma per me era innavvicinabile. In fin dei conti ero una ragazza bruttarella di viso, sebbene avessi un fisico da modella, due tette prosperose, una vita stretta, che terminava in una passerina completamente depilata. Due gambe lunghe e sinuose ed un 38 di piede, ben curato. Ho sempre amato portare i tacchi, soprattutto 12cm, mi davano uno slancio e mi facevano sembrare più matura dei miei 26 anni. Vestivo sempre casual, un jeans ed una maglietta (o una felpa all’occorrenza) ed ero apposto. Stavo bene vestita così, me lo dicevano tutti.
E’ stato il suo 19° compleanno l’occasione giusta per vederci; lui mi è venuto a prendere con la sua macchina nuova di zecca, regalo di compleanno dei genitori. Carmelo era un po’ selvaggio e ad i miei genitori non piaceva più di tanto, anche se avevo 18 anni e non dovrebbe avere importanza. Lui lo sapeva ed era molto dispettoso; ha strisciato le gomme, lasciando lunghi segni neri in strada. Siamo andati a casa di Gennaro, un vecchio amico di famiglia che ci aveva gentilmente prestato la casa. La mia amica Carla era già lì e con lei Caterina. Come tutte le feste che si rispetti c’era tanto alcool e tanto fumo. Guardavo le amiche, tutte più belle di me, vestite di tubini colorati che esaltavano tutte le forme e non lasciavano nulla all’immaginazione. La serata non poteva finire tutta in quella casa e così le coppie decisero di fare una piccola tappa anche in “camporella”, dove il rischio del pericolo si amalgamava bene con l’intimità che ciascuna di noi poteva avere.
Mi chinai verso di lui mentre guidava e gli misi la mano sulla coscia. L’ho accarezzato leggermente e mordicchiato l’orecchio. Carmelo decise di trovare una piazzola tranquilla dove stare un po’ in intimità. Abbiamo parcheggiato e le danze potevano iniziare. Il suo pene duro era caldo sotto le mie dita, e Carmelo mi prese la mano e si strofinò le dita per tutta la lunghezza della sua erezione. Ero un po’ spaventata, ma affascinata. Ci siamo baciati. Mentre le nostre labbra e le lingue danzavano in bocca, la mano timidamente tracciava il contorno della sua erezione. Rimasi senza fiato e lo fermai mentre stava sbottonando la mia camicia. “Rilassati,” sussurrò, “Non voglio farti del male.” Il cuore mi batteva ferocemente mentre lentamente sbottonò la camicia ed io lo fissavo negli occhi. “Vuoi toccarlo?”. Mi ha portato la mano ed ha messo le mie dita su entrambi i lati della sua cerniera e lentamente la tirò giù. Assaporai quel momento e mi sentivo bagnare la passera ogni secondo sempre di più. La sua erezione batté contro la sua pancia.Esitante, mi allungò la mano e lo toccò; la mia mano vagante trovò le palle. Volendolo vedere meglio mi inginocchiai sul sedile e toccai Carmelo con entrambe le mani. Gemette mentre avvolsi la mia mano destra intorno al suo pne. Con la sua mano sulla mia mi ha mostrato quello che gli serviva, facendo scivolare le mani su e giù. Sentivo le vene ei muscoli sotto la pelle, le farfalle dal mio stomaco si erano trasferita nella mia passerina, che sentivo desiderare un bel cazzo. Sentivo caldo ed ero eccitatissima. Come ho accarezzato il cazzo con la mano ho visto il suo volto e si rese conto del potere che avevo su di lui. I suoi occhi erano chiusi ed aveva cominciato a muovere i fianchi, spingendo nella mia mano sempre più velocemente. Sapendo che non guardava, mi chinai di più per guardare meglio. Volevo baciarlo, così mi chinai e toccai con le mie labbra. Era morbido e c’era qualcosa di umido sulla punta. Appena appoggiai le labbra lui me lo spinse dentro. Sentivo la mia gola aprirsi e sfondarsi sotto i suoi colpi secchi e la voglia di prendere il cazzo in fica ed in culo aumentava sempre di più. Mi misi a sedere e me lo gustai tutto. Lui mi pregò di non fermarmi e mentre succhiavo slacciò il mio reggiseno, mettendosi a giocare con i miei capezzoli turgidi. Devo dire di avere un gran bel seno, diciamo una quarta abbondante. Tette naturali, s’intende e due grossi capezzoli che diventano duri ogni volta che vengono stimolati o mi viene voglia. Credo di aver visto le stelle quando le sue labbra toccarono il mio seno nudo. Ogni volta che la sua lingua sfiorava una tetta mi sentivo come attraversata da forti scariche di corrente. Si tirò indietro gemendo ed ho sentito il suo cazzo contrarsi in mano. Si gonfiò e mi sborrò in faccia, riempiendomela. La sua crema bianca contrastava molto sul mio rossetto, anche se ormai glielo avevo spalmato tutto sul cazzo. Scese dalla macchina e si tirò su i pantaloni. Pensando fosse tutto finito mi rivestii anche io, tirandomi su il reggiseno, ma non fu così; avvicinandosi allo sportello, lo aprì e tirò le miegambe intorno ai suoi fianchi. Ci baciammo e le sue mani cercavano ancora i miei seni e le cosce. Mi tolse di nuovo il reggiseno mentre ci baciavamo e succhiava il mio seno. Come le sue mani scesero ad esplorami la fichetta, per toccarmela, trattenni il respiro. Carmelo armeggiò per aprire la patta dei miei jeans per poter far uscire la mia passerina, ormai bagnata e vogliosa, ma non mi sentivo del tutto pronta e sussurrai un incerto: “No, io non mi sento ancora pronta”, dissi, non appena mi abbassò la zip. “Andiamo a fare il bagno”, disse Carmelo. Si tolse la camicia e le scarpe. Mi piaceva l’idea. Mi tolsi le scarpe e lasciai Carmelo spogliarmi i jeans. Chiusi gli occhi. Mentre ci baciavamo passò le mani lungo le mie cosce e sfiorò la mia figa fremente. Strinsi le gambe e si fermò. Si tolse i vestiti restanti e mi aiutò a scendere dalla macchina.
Corremmo sino al molo e ci gettammo in acqua. Era deliziosa sulla mia pelle nuda. Abbiamo giocato in acqua come due bambini. La temperatura era adatta, non troppo calda, ma nemmeno tanto fredda. Non avevo il costume e restai vestita solo delle mie mutandine rosse. Carmelo mi ha afferrato e stringendomi le mani sui fianchi si avvicinò a me. Per un attimo i nostri corpi erano preuti uno contro l’altro. Mi baciò e mi tenne stretta. Ho sentito il suo pene muoversi con forza contro di me. Nuotammo finché non toccammo il fondo e, una volta risaliti in superficie, spinse i capelli bagnati dal viso. “Sei pronta?” chiese. Avrei voluto dire di no, ma le mie gambe volevano aprirsi solo per lui. Volevo sentire cosa si provava a sentire un cazzo nella figa, dato che sin’ora erano state solo dita e piccoli oggetti. “Ho paura”, gli dissi. “Solo le persone sposate si suppone abbiano rapporti sessuali”. Siamo rimasti in acqua fredda e baciarci ed esplorare i nostri corpi. Ci siamo toccati a vicenda ogni centimetro, provando sensazioni eccezionali. Ha allargato le gambe con la mano e mise il suo pene tra le mie cosce. Mi stantuffò per qualche minuto; non sentìì particolare dolore, anche perchè la mia passera era molto umida e pronta. Furono interminabili minuti di piacere e notai che i miri capezzoli rimasero duri, quasi eretti, per tutto il pomeriggio. Mi misi a pecora per sentirlo meglio e mentre mi scopava mi infilò anche un dito in culo; un buchetto strettissimo che fremeva e sembrava vivo ogni volta che il suo dito andava su e giù. Poco dopo sentìì che stava per sborrare, ma non fece in tempo a toglierlo e qualche getto di sperma mi entrò in fica, colando fuori poco dopo, insieme a quelli che mi schizzo sul clitoride. Una volta goduto tutti e due continuammo a nuotare per lavarci per bene, baciandoci ed accarezzandoci di tanto in tanto, ma cominciava a fare freddo ed era giunta l’ora di tornare a casa. Ci rivestimmo e tornammo alla festa dove, alla spicciolata, stavano tornando tutti.