In cucina tra i fornelli

Farfalle prendono il volo alla bocca dello stomaco quando penso al modo in cui le sue mani ruvide si muovono sopra la carne scoperta dei miei fianchi. Quelle mani che amo così tanto, quelle mani che indugiano per un momento, poi mi tirano verso di lui, massaggiando la pelle morbida sotto le sue dita rugose. Sembra che stiano scivolando su tela, le sue mani mi toccavano ed accarezzavano ovunque ed io ero immersa nel piacere che questo mi provocava. A volte, quando mi trovo in cucina ai fornelli, lo sento venire dietro di me e fare scivolare le braccia intorno alla mia vita. Amo quando strofina il mio collo con le sue dita ruvide, mordendo scherzosamente i lobi delle orecchie. Il suo profumo riempie le mie narici: sudore, sapone .. il profumo della mattina dopo la rasatura, flebile e dolce. Questo accende i ricordi che vorticano nella mia testa come il vapore proveniente dalla pentola sul fornello. Mi fa dimenticare la cena e mi ricorda invece che la passione e il desiderio sono di gran lunga più primordiali della fame. E’ un’urgenza che non ha bisogno di cuori, fiori o preliminari. Ma piuttosto un bisogno primitivo di sostenere l’anima umana con la bocca di un altro, la mano e le dita di un altro, dentro di te, ed ancora non sarebbe abbastanza in profondità. Il lento bruciare inizia con le sue mani che scivolano sopra i miei vestiti, sulla parte anteriore delle cosce, rastrellano di nuovo la lunghezza del mio corpo … si posano sulle mie spalle. Si ferma un attimo prima di scivolare giù lungo le mie braccia, fino a giocare con le spalline del mio grembiule. Lasciando la pelle d’oca al loro passaggio vengono a riposare sul dorso delle mie piccole mani delicate. Intrecciando le nostre dita, egli porta le mani alla bocca. Corre la sua morbida lingua umida sopra le mie mani prima di loro oltre i miei seni. I miei capezzoli si risvegliano, come egli passa i miei palmi aperti in un movimento lento e sento ribollire i capezzoli. L’umidità dalla sua lingua comincia ad inumidirmi tutta. L’attrito trasmette elettricità fino la parte posteriore del ginocchio, finendo diritto tra le mie cosce e causando il mio clitoride pulsare e contrarsi. Seguindo la mia eccitazione rilascia le mie mani, proseguendo il suo scivolare sulle mie tette morbide, mantenendo i miei capezzoli tesi tra le dita. Lentamente comincia a impastare i miei seni, spremendo e premendone uno contro l’altro e schiacciandoli di nuovo insieme. Come li ondeggiava con movimento erotici avanti ed indietro, premo le mie mani sul manico forno per far leva. Io sto in punta di piedi, inarcando la schiena in modo che io possa sentire il rigonfiamento del suo cazzo contro il mio culo. Lui geme e si piega sulle ginocchia, abbassando la cerniera del suo jeans ed appoggiandosi sul mio culo. Inarco la schiena e silenziosamente giuro che vorrei sentirmelo rompere!!!
Le mie braccia e le gambe cominciano a tremare. Mi sento quasi sull’orlo del collasso, anche se non per la stanchezza. Questo tremore è una mascherata di spasmi e sento la forte necessità di essere scopata da un cazzo, dito, lingua, ovunque e quando il suo volto si trova tra le mie cosce mi sento consumata da lussuria e lui è consumato dal bisogno di dare piacere alla mia fica. Gli piace mettere l’orecchio alla mia pancia e sentire il pulsare del mio cuore dopo che lui mi ha fatto venire. Gli piace, sapendo che è il motivo per cui batte così forte e veloce. Sospira con tanta tenerezza, quando il fiato comincia ad accelerare. Alzo le braccia e gli circondo il collo, passando le mie dita nella sua folta capigliatura morbida, volendo la sua bocca sul mio collo, sussurrando che voglio sentire i suoi denti sul mio collo. Sento la sua lingua scivolare sulla mia pelle delicata, dove i suoi denti hanno lasciato il segno. Libero le mie braccia e le metto dietro la schiena, trovando la mia strada per la cerniera. Voglio aprirla e avere strada libera, ma non lo faccio. Invece la faccio scivolare giù lentamente, abbassando i pantaloni sino a metà cosce, giocando con i boxer. Anch’io provo tenerezza quando sento il suo respiro. Si muove in sincronia con la mia eccitazione e gira come una trottola. Tutto quello che voglio in questo momento è quello di sentire il suo grosso cazzo aprirmi il culo. Ma io non voglio essere avida di carne. Voltandosi a guardarlo mi cade in ginocchio. Invece di tirare giù i boxer, ho messo la mia mano attraverso l’apertura nella parte anteriore. Il suo cazzo è come un tondino di acciaio rivestito di velluto. La testa liscia è fatta apposta per la parte posteriore della gola. Il calore proveniente fuori dalla sua cappella è come una febbre per me. Dopo aver indugiato abbastanza a lungo, ho lasciato che la mia bocca raggiungesse la sua cappella viola e dura. Avvolgendo la mia bocca calda intorno alla testa del suo cazzo febbrile mi sento come in un forno. Tenendomi per i capelli guida la testa da parte a parte. Io so quello che lui vuole io faccia. Vuole che io aspiri con la bocca, passando la lingua avanti e indietro lungo tutto il suo albero. Quando faccio questo, mi sento la bocca aperta. Appoggia i pollici su entrambi i lati del mio viso, appena sotto lo zigomo, in modo che possa sentire la lunghezza del suo cazzo nella mia bocca. Mentre mi scopa la figa a volte preme la mano in profondità nella parte bassa del mio ventre, perchè gli piace sentire scivolare il suo uccello dentro e fuori di me. Ammetto che questa cosa piace anche a me. Voglio restare in ginocchio e dare il mio piacere a lui, ma lui non vuole essere avido. Con entrambe le mani tra i capelli, lui mi costringe a restare in ginocchio. Guardando giù verso di me, porta le sue labbra sulle mie e si ferma un momento prima di baciare la mia bocca, passandoci la lingua intorno prima di succhiare la mia in bocca. Ci baciamo profondamente e assaporiamo l’intimità l’uno dell’altro. Lui mi gira per potermi scopare. Mani gentili mi strappano le mutandine. Palpa il culo con una mano e la figa con l’altra. Apre le mie labbra e me lo infila da dietro, quasi sollevandomi da terra. Giuro che rischiavo di morire se non mi scopava in quel momento. Strusciando le dita dentro e fuori, egli sta dietro di me. Mette i pollici su entrambi i lati del mio culo, tira le chiappe da una parte ed infila tutta la lunghezza del suo cazzo caldo tra le mie gambe. Non volendo pentrare tutto, muove la cappella avanti ed indietro tra le labbra della figa, urtando il mio clitoride fino a quando io sono vicina a godere. Tenendo le mani sui miei fianchi, fa scivolare la sua nerchia appena dentro di me, sempre leggermente e delicamente. Capisco che vuole di più, ma sa anche aspettare e sa quello che sta aspettando. Il mio respiro brucia nel petto, esplode ogni volta che apro la bocca. Sento le sue braccia scivolare intorno alla mia vita, schiacciando le tette insieme mentre con una presa forte mette le sue mani su entrambe le mie spalle per tenermi ferma. Il piacere e l’estasi scorrono attraverso di me come un proiettile. E’ il momento, il suo cazzo affonda dentro di, cercando le parti più profonde e più segreta di me. In questo secondo tocca la mia anima e mi fa attraversare momenti di puro piacere. Per interminabili minuti mi scopa la figa, dando colpi sempre più profondi ma delicati, fino a quando si alterna tra figa e culo, sempre con colpi decisi ma delicati. Dieci, forse venti minuti di scopata e sento il suo fluido caldo riempirmi non so… la figa forse, o il culo; entrambi infuocati e sfondati che era impossibile distinguerli. Ora potevo dedicarmi a cucinare, dato che avevo avuto la mia razione di piacere.