Una aiuola ben rasata

Era una calda giornata estiva e stavo lavorando nel giardino della signora Germana. Suo marito era via di nuovo per lavoro. Oh beh, mi ha pagato bene per falciare e tagliare il cortile durante l’estate. La guardavo prendere il sole, i suoi lunghi capelli biondi, un bel culo, e la parte superiore del suo bikini era appena sufficiente a coprire il petto, e guardandola da dietro, la fessura del suo culo era anche meglio. Per lei avrei lavorato anche gratis. Vive in una casa dietro quella dei miei genitori e così mi è molto facile spiarla di tanto in tanto. Non sapevo quello che stava per accadere. Un giorno sono entrato e ho visto lei in accappatoio. Per educazione non la fissai più di tanto e mi voltai. “Vuoi un bicchiere d’acqua o una limonata?” ha detto. “Certo”, risposi. “Dammi solo un minuto per cercare il mio libretto degli assegni, dev’essere sicuramente qui, da qualche parte”. Mentre si chinò sul tavolo per compilare il mio assegno ho potuto vedere i capezzoli da dentro la vestaglia. Mi agitai. I capezzoli erano grandi, circa 4 cm e mi sembravano un po’ sporgenti, anche se non si poteva vedere bene per via della veste di tessuto stropicciato. Ci siamo seduti e abbiamo parlato mentre sorseggiavamo la limonata e nel mentre la fissavo e mi si induriva. Meno male che mi ha dato il tempo che tutto andasse a riposo prima di salutarmi. Si avvicinò a me e mi diede un abbraccio. “Sei stato un grande aiuto in casa, mi mancherai, noi ormai abbiamo deciso di trasferirci fuori città”, ha detto. “Nessun problema, finchè resterete qui vi potrò essere d’aiuto. mi faccia sapere, e l’aiuterò a prendersi cura di tutto il giardino”. “Sai fare e vuoi fare qualsiasi cosa?” chiese. “Certo”, ho subito risposto. Poi mi ha dato un bacio sulla guancia e disse: “Buono”, e potei così lanciare un’altra occhiata verso il basso, nella sua veste. Più tardi quel giorno la mia mamma mi ha detto che la signora aveva bisogno del mio aiuto per dei lavori in casa. Ha alcuni mobili da spostare e ha bisogno di un aiuto per farlo fare. Le ho detto che saresti andato tu”. Naturalmente non era un problema, sarei stato molto felice di farlo. Soprattutto dopo ciò che ho visto questa mattina, che solo a pensarci mi faceva indurire tutto di nuovo. “E’ contenta del tuo aiuto, me l’ha detto a pranzo, settimana scorsa”. “Ottimo”, dissi, “mi piacerebbe aiutarla, qualcosa di cui avesse bisogno”. Appena entrai in casa lei mi ha mostrato quello che aveva intenzione di fare. Abbiamo spostato il divano, sedie, alcuni tavoli, e poi andammo al piano di sopra: “Aiutami a tirare fuori alcuni di questi cassetti”. “Nessun problema”. Appena ne ho aperto uno mi ha sorpreso di vedere un dildo spuntare dalla sua lingerie, ma non le dissi nulla. Finito il trasloco e la sistemazione della mobilia di casa mi ha chiesto di andare al piano di sotto e aspettarla in salotto. Ero seduto sul divano quando lei tornò dopo pochi minuti sedendosi accanto a me. “Quindi hai degli amici ed una ragazza?” “No, non ancora. Perché me lo chiedi?” “Tua madre se lo chiedeva. Sai, si preoccupa per te. Lei è un po’ preoccupata perchè non hai qualcuno di speciale nella tua vita. Comincia il campo scuola tra un paio di settimane”. “Hai già baciato una ragazza?” “Sì, er al lago con mio cugino ed abbiamo incontrato un paio di ragazze e ci siamo baciati”, risposi arrossendo un po’. “Che altro hai fatto? voglio sapere” “Beh, ho toccato un po’”, balbettai. “Ohh l’hai baciata in questo modo?” e mentre parlò si chinò a baciarmi sulle labbra. Appena vidi che si avvicinava la mia bocca si aprì ad accogliere la sua lingua e dopo il bacio si tirò indietro e disse: “Sì, è così che un ragazzo bacia”. Ha poi messo la mia mano sul suo petto e disse: “Tocca!” Così ho appoggiato lentamente le mani sul petto sentendo i capezzoli turgidi, anche se coperti dal reggiseno e dalla camicia. “mmm così bravo”, gemette, “bravo, siii”. L’ho aiutata a spogliare la camicia e guardai eccitato mentre si toglieva il reggiseno. Il mio cazzo è diventato di marmo e spingeva verso l’alto, sembrava avessi una tenda nei miei pantaloncini. Lei se ne accorse e fu contenta nel vedere che la sua nudità mi provocava piacere. “Ahh ti piaccio, a quanto pare”. Mormorai, “Si, mi fai un bell’effetto”. Guardai i suoi capezzoli ma non mi limitai a questo. Li ho toccati, stupito di come reagissero alla mia masturbazione, ma erano ancora morbidi. Mi chinai a baciare i suoi capezzoli mentre spingeva la mia testa dentro e disse: “Succhialo, da bravo”. Ubbedii. I capezzoli cominciarono ad indurirsi ad ogni mio colpo di lingua e ne approfittai per mordicchiarli, avidamente. Non mi sarei staccato tanto facilmente da tutta quella bontà. “Oh, vedo che qualcosa cresce in quei pantaloncini”, come vide la tenda e mi spogliò tutto, mutande comprese. Ammirò per qualche istante le misure, prima con gli occhi, poi con le mani ed infine fu il turno della bocca. Prese in bocca tutta l’esta e la lavorò per qualche minuto. “Ti piace?” mi sussurrò. Annuì con un cenno del capo; attendeva solo questo, dopodiché lo prese in bocca e scese di nuovo sino a farselo arrivare in gola. Cominciò muovendosi lentamente, e poi sempre più veloce e potevo sentire che colpiva la parte posteriore della gola. Masturbandomi mai avevo goduto così tanto. Non potevo resistere a lungo, era troppo brava. Ho detto, “sto venendo” e le esplosi in bocca. Ha ingoiato tutto. Non ha sputare, come fanno le fidanzate di alcuni miei amici. Lei appoggiò la testa sul mio petto e disse: “Come è stato?”, con ancora gocce di sperma che colavano dagli angoli della bocca. “Godurioso” ho risposto. “Bene, ora è il tuo turno”, e fece scivolare giù i pantaloncini e le mutande, e poi si tolse gonna e mutandine. La sua figa rasata e liscia sembrava così perfetta. “Non l’ho mai fatto prima”. Lei mi attirò a se e mi baciò. “Nessun problema, ti insegno io”; allargò le gambe e disse: “ora lecca qui”, strofinandosi il clitoride. “Questo è ciò che veramente mi fa godere come una vacca e non fermarti, ok?”. Ho messo la testa tra le sue gambe, baciando le cosce scendendo man mano con bocca e lingua, cominciando a leccare e succhiare quel bel clitoride rosso, saporito e lubrificato al punto giusto, guardando come lei si muoveva e si dimenava sotto i colpi della lingua. Ha iniziato a premermi la testa nella sua figa ed il suo respiro si è fatto più breve, ed ha iniziato a gemere, “Dannazione, non ti fermare.” Allora ho lubrificato un dito e cominciato a farlo scivolare nella sua figa. E si muoveva sempre di più finché non ha raggiunto un orgasmo fortissimo, schizzandomi i suoi succhi dolci in faccia, coprendomela. Il mio cazzo era duro di nuovo. “Vieni qui”, disse afferrando il cazzo e guidandolo nella sua figa. Ho fatto scivolare l’uccello facilmente nella sua figa, iniziando a pompare lentamente, ottenendo un ritmo in sincronia con i nostri corpi che si muovevano insieme. Poi mi ha spinto fuori e mi ha detto che voleva fare un po’ di smorzacandela. Dopo essermi sdraiato a terra lei si abbassò su di me, il mio cazzo sforzò un po’ l’ingresso nella sua figa, per cui lo ha lubrificato con i succhi che ancora le uscivano. Quando fu ben lubrificato se lo infilò senza problemi dentro ed entrò tutto, scivolando senza problemi. “Ohh,” gemette, “questo è fantastico”. Mi eccitavo guardando quelle tette belle grandi rimbalzare su e giù, sempre più veloce e guardavo il suo viso ed avevo capito che lei stava per avere un altro orgasmo. Mi muovevo con lei all’unisono. Oh, ho sentito il suo orgasmo, la sua fica si contraeva mentre schizzava i suoi succhi e mi premeva contro l’uccello. Non ho potuto resistere a lungo e le ho sborrato in profondità dentro la sua figa calda ed umida. Ci rivestimmo in tutta fretta, anche perchè dovevo tornare a casa. Ma di lavori da fare ce ne sarebbero stati tantissimi ed io avevo molto tempo e, se devo dirlo, ero sempre il benvenuto a casa sua.