Un affare di sesso gay in viaggio

Ora vivo a Londra con il mio ragazzo. Ci siamo conosciuti circa tre anni fa ad un colloquio di lavoro nella city e da allora siamo rimasti stregati l’uno dell’altra. Abbiamo capito fin da subito che ci piacevamo . Ma io gli ho voluto chiedere fin da subito se avesse mai avuto delle esperienze omosessuali. A lui sarà sembrata strana questa domanda e penso anche a voi ma presto capirete perché gli ho posto questo quesito subito dopo aver fatto sesso con lui per la prima volta. Con la mia famiglia abbiamo sempre pensato di fare qualche bel viaggio all’estero. Di solito ci siamo sempre concentrati in località italiane . Città d’arte, villaggi vacanze e qualche isola. Ma all’estero niente. Ancora non avevamo valicato i confini nazionali. Io nel frattempo mi sono fidanzata con Francesco, un ragazzo mio coetaneo e compagno di classe al liceo. Un bel ragazzo molto intelligente e, soprattutto, il primo della classe per rendimento scolastico. Oltre a questo lui è sempre stato il tipico ragazzo che preferisce socializzare con le compagne piuttosto che perdere tempo a giocare al pallone e fare le cose tipiche che fanno i ragazzi della sua età. Me lo sono ritrovato per circa sei mesi sotto la mia finestra di casa ed alla fine ho ceduto alla sua corte.
E’ diventato il mio primo ragazzo ma poi , a causa di quello che sto per raccontarvi, l’ho dovuto lasciare circa sei mesi fa.
Tutto successe nel nostro primo viaggio all’estero. Mio padre torna a casa con una rivista presa in un’agenzia di viaggio e ci racconta delle meraviglie magiare. Un bel viaggio nella capitale ungherese è quello che faremo nella prossima estate. Budapest è una delle città più belle del mondo e me la sarei goduta sicuramente di più se non fosse accaduto quello che sto per scrivere.
Siamo arrivati verso le undici di sera a Budapest e, con un taxi, siamo andati subito in albergo, un ottimo quatto stelle a due passi dal palazzo del parlamento. Vista spettacolare sul Danubio e, cosa molto gradita, avrei condiviso la mia stanza doppia con il mio ragazzo. Si perché loro sono una coppia di genitori moderni e sanno perfettamente che faccio sesso con il mio ragazzo da quando lo conosco. Inutile quindi fare scene ipocrite.
L’indomani il programma prevedeva un bel giro nel centro della città di mattina e poi tutto il pomeriggio nelle terme più famose della città. Si perché Budapest è una famosa località termale, già famosa ai tempi degli antichi romani. Sarebbe stato da pazzi non andare ad immergersi nelle acque calde naturali.
La mattina ci siamo alzati molto presto. Non vedevamo l’ora di immergerci nell’atmosfera della città. Una città devo dire molto bella e piena di monumenti tipici di un periodo storico che avevo appena finito di studiare a scuola. Tante cose da vedere e tanti ristorantini deliziosi con i prodotti tipici. Noi abbiamo pranzato nel più grande mercato coperto della città ed un negoziante di origine italiana ci ha pure offerto un ottimo dessert locale.
Ma di pomeriggio abbiamo preso un tram e siamo andati a visitare le terme più grandi della città. Famosissime in tutto il mondo presentano saloni storici e vasche monumentali all’aperto. Il costume e la cuffia è d’obbligo così come l’igiene personale prima di immergersi nelle vasche a varie temperatura. Io ed il mio ragazzo andammo subito nella vasca più calda mentre i miei genitori passarono dalla sauna. Ottanta gradi e poi si passava ad una doccia freddissima. Un vero supplizio per chi non è abituato. Ma mentre passavamo da un punto all’altro dell’enorme struttura mi perdo Francesco. Dove sarà finito. Giro un po’ ed incontro mia madre , alla ricerca anche lei ma non di Francesco ma bensì di mio padre. Non si trovavano più e ne io ne mia madre sapevamo dove potessero essere finiti.
Iniziamo a cercarli assieme. Ma niente non si trovavano. Io comincio a diventare nervoso e mi dirigo verso l’uscita. In prossimità degli spogliatoi ( vere strutture in legno chiuse soltanto da una tenda rossa) e comincio a sentire uno stano mugolio. Non capivo cosa potesse essere ma quel rumore tipo un risucchio era esattamente quello che producevo io quando spompinavo Francesco. Mi aggiro un po’ tra i vari spogliatoi e mi apposto proprio accanto quello dal cui interno provenivano questi rumori. Apro un po’ la tenda e non so come ho fatto a non svenire.
Francesco in ginocchio e stava succhiando il cazzo di mio padre. Sembrava un terribile sogno . Chiusi gli occhi pensando che quando li avessi riaperti non avrei visto quella scena. Ma niente. Era proprio Francesco che leccava la cappella del cazzo di mio padre. Gli teneva la minchia con la mano e la teneva stretta alla base delle palle e se la stava godendo con la bocca. Ma il mio ragazzo è un culattone pensai. Come può essere che con me è un vero torello da monta. Rimasi pietrificata mentre assistevo a quel pompino. Lui ad occhi chiusi stava lavorando di bocca benissimo mio padre che, con una mano appoggiata alla parete dello spogliatoio, si lasciava spompinare.
La scena di sesso gay incestuoso durò un paio di minuti. Io non ebbi il coraggio di interromperli e sono stata costretta ad assistere a tutta la scena. Una scena impietosa che si concluse con mio padre che venne in faccia al mio ragazzo. Una sborrata colossale che gli finì sul naso e sui capelli. Lui si bevve tutto ansimando come una vera femmina in calore.
Non dissi nulla e scappai via. E non dissi nulla neanche a mia madre. Ma non mi feci toccare da Francesco, per tutta la durata del viaggio, e al ritorno in Italia gli diedi un ben servito senza possibilità di replica.