Tacchi a spillo sui miei coglioni

Mi chiamo Giuseppe e sono un uomo del sud trapiantato al nord fin dai tempi del liceo. Una vita la mia di successi scolastici e lavorativi che mi ha portato ad assumere diversi ruoli in aziende di un certo rilievo in Italia. Oggi sono l’amministratore delegato di una grossa azienda e gestisto diverse attività oltre a coordinare centinaia di persone.
Una posizione di prestigio che è accompagnata da un mio carattere forte e con propensione ad assumere il ruolo di leader in ogni momento della mia vita.
Sono perfettamente e sempre padrone assoluto delle mie scelte e le persone che mi circondano conoscono il mio caratteri e mi apprezzano e mi stimano.
Ma quello che voglio confessarmi è una mia debolezza che cerco di nascondere ma che,ogni tanto, emerge imperiosa e irrefrenabile. Questo accade soprattutto nei periodi di maggiore stress lavorativo. Quelli in cui mi sento sotto pressione e devo fare scelte importanti. Non so perché e come sia nata questa mia propensione per il sesso sadomaso ma mi ritrovo a voler vivere esperienze sessuali in cui vengo sottomesso ed umiliato. Una sorta di bilancia emotiva che mi portata a godere quando vengo degradato ed umiliato. In passato ne ho anche parlato con il mio analista e lui mi ha risposto che non soltanto non sono il sole a voler vivere queste esperienze ma che si tratta di una cosa molto comune in uomini d’affari e in persone che hanno responsabilità.
Ma io mi trovo sempre in grande imbarazzo. Non so come fare e molto spesso mi rivolgo a professioniste del settore. Su uno dei tanti siti di annunci erotici contatto qualche mistress e la raggiungo nel suo studio per farmi legare e farmi fare le più indescrivibili porcate.
Ma quello che voglio raccontarvi è un episodio che risale a qualche mese fa e che è successa per puro caso. Io mi trovavo in trasferta a Londra. Dovevo comprare alcuni grossi clienti ed avevo preso alloggio in un grande e rinomato albergo della city. Una di quelle strutture con spa, piscina coperta all’ultimo piano e vista panoramica della splendida capitale londinese. Ma ero li per lavoro e dovevo stare concentrato. Mi sarei rilassato la sera con una cena in terrazzo. Ma quella sera qualcosa prese una piega diversa dalle mie aspettative. Si perché tutta la mia sicurezza e la mia auto determinazione spariscono come per incanto quando vivo uno d miei momenti particolati. Divento insicuro,pieno di ansie e anelo con tutte le mie forze ad essere sottomesso da una donna. Mi venne in soccorso la bella cameriera al piano dell’albergo. Ricordo che la incontrai all’uscita dl ristorante. Lei è una bella ragazza mora, alta e con un paio di tette fantastiche. Mi sorrise appena mi vide ed io la invitai in camera per farle vedere e costatare di un piccolo problema al sistema di ventilazione della mia suite. Lei aveva capito tutto e mi seguì senza dire una parola. Mentre io cercavo di esprimermi nel mio migliore inglese lei annuiva ma non rispondeva. Mi stava trattando come volevo essere trattato in quel momento. Appena apera la porta lei entrò prima di me ed io la segui dentro. Eravamo da soli ora e lei aveva un modo di fare che mi stava non soltanto incuriosendo ma soprattutto mi stava eccitando.
Lei mi fece sedere sul bordo del letto e mise un piede sulla mia coscia. La gonna nel frattempo si era aperta ed io potevo vedere la sua fica. Non portava le mutande ma quello era il mio premio per la mia dedizione. Ho cominciato a leccarle le scarpe. Prima sopra e giocavo con i lacci delle sue calzature per poi passare sotto, sulla pianta delle scarpe. Erano sporche ma a me piaceva sentire il ruvido della suola sulla mia lingua. I suoi tacchi poi erano magnifici. Non troppo alti ma a punta ed io adoro succhiarli. Come se facessi un pompino ad un cazzo li sento entrare nella mia bocca e mi si drizza subito il cazzo. Ma lei voleva stuzzicarmi e farmi soffrire. Mi fece sdraiare sul letto e mi fece levare i pantaloni. Rimasi con il cazzo duro in bella vista e lei sopra. Sali sul letto e mi poggio il tacco della scarpa sui coglioni. Premeva non troppo forte ma con una pressione sufficiente a farmi parecchio male. Io ero al settimo cielo. Una cameriera mistress mi stava salendo sulle palle e lo faceva per umiliarmi. Godevo da solo e ho chiuso gli occhi per godermi il momento il più possibile. Ma mentre meno me lo aspettavo lei si è seduta sopra di me e si è ficcata il mio cazzo in quella sua fica meravigliosa. Il mio premio era arrivato e lei ha cominciato a scoparmi. Mi ha scopato come una troia e mi ha usato per godere anche lei. Dopo essere venuti lei si è rivestita e, senza dirmi una parola, è uscita dalla camera non prima di aver regolato la manopola del termostato dell’aria condizionata. Mi aveva usato per scopare ed io avevo appagato le mie più segrete voglie di maschio remissivo.