Quel porcello di mio zio

Quando Lucinda aveva affrontato il suo zio-amante, la sua risposta è stata: “non si possiede il mio corpo, ed io posso farne quello che voglio”. Lucinda aveva sorriso, ciò a cui la sua infedeltà era destinata semplicemente era sesso. Aveva smesso di baciarla quando si era fatta donna, e le attenzioni dello zio si sono rivolte alla nipote in quanto adulta ben formata. E sapeva che qualcosa non andava perché era parte del suo fascino, gli piaceva baciarla. L’avrebbe baciata per ore, come una moglie, ma si era fermato, e qualcosa nella sua mente le disse che si era bloccato. Questa volta non c’erano segni premonitori. E’ successo, ma non era pianificato, non calcolato, e la sera prima Lucinda lo aveva scopato non sapendo che la sera lui avrebbe voluto leccarle la figa per ore, e lasciarla succhiare il suo cazzo, perché lei aveva belle labbra carnose e pare avesse sempre voglia di cazzo. “E beh, sai”, disse con un sorriso, “hai un modo di succhiare il mio uccello, che poche donne hanno”. Lui aveva schiaffeggiato il culo, e chiamava il suo nome mentre sborrava. E tuttavia, cosa che non gli importava, che questo non era un atto d’amore, ma tanto non aveva importanza per lui. “Tutte le donne sono come un paio diverso di scarpe”, aveva detto. E voleva dire altro, ma ha tenuto a freno la sua lingua. Sapeva fin dall’inizio che il suo cuore era fuori controllo e che era tormentato per l’amore per lei. Non sa quello che vuole veramente. Questa è la sua natura, qualcosa che Lucinda ha adeguato troppe volte alle proprie emozioni. E’ vero, né l’uno possiede l’altro, ma c’è qualcosa tra di loro, che li rendeva quasi schiavi l’uno dell’altra. Le parole avevano poco spazio, allo zio piaceva la nipote e soprattutto scoparle il culo. Eppure Lucinda si sente simile alla zia, perché sa che il suo amante usa l’inganno per portarsela a letto. Lei sa che se lui l’avesse detto all’infermiera, lei avrebbe fatto di tutto per interrompere una relazione cosi strana, ed è per questo che i due amanti mantenevano il riserbo sui loro incontri. Ma lo zio si era scopato anche la sua infermiera, che a dire il vero è la sorella di Lucinda. “Non sono venuto, però…”, ha detto, ammettendo però di averla scopata. Come se la sua dichiarazione servisse a farsi perdonare. “Non sono venuto – non mi stimolava il suo culo” aveva detto, accendendosi una sigaretta. “E allora perché l’hai fatto”, aveva chiesto, volendo solo sapere che cosa ha attraversato la sua testa, dato che ha scopato l’infermiera senza alcun rimorso, senza alcuna gratificazione di sé. “Perché lei voleva – ha voluto che lo facessi”. Lui sorride perchè sa che ogni freno inibitorio sparisce e la voglia di scopare un bel culo prende il sopravvento, soprattutto quando la birra diventa il suo sangue. Lucinda chiese altri dettagli, soprattutto se all’infermiera gli è piaciuto, se ha goduto, se si è bagnata… “Penso che lei abbia finto di godere”. “E questo non ti ha disturbato?”, chiese Lucinda. “No”, disse questa volta senza sorridere. Lei è nella sua cucina, la stessa cucina dove si era seduto lo zio, mentre l’infermiera lo succhiava. Il suo orgasmo è morbido e veloce, una convergenza di tutti i suoi sensi in grado di far fremere il suo corpo. Ma Lucinda non è pazza. L’infermiera era un passatempo da dimenticare, un momento di una notte d’estate di cui Lucinda non ne era stata una parte. Non avrebbe mai dovuto essere informata della farsa se non avesse confessato il suo odio per lei. Era quello che prima o poi sarebbe successo. Se non avesse confessato, nella mente di Lucinda, l’atto non sarebbe mai accaduto. Lucidnda voleva solo essere scopata dallo zio, tutto il resto tra cui il passato poteva essere dimenticato. Lei è attratta da lui. Lei lo possiede, lo vuole, e lo può possedere come nessun altra. Tuttavia non la preoccupa che lui è così donnaiolo, da poter scopare con qualsiasi altra donna. “Spogliati” sussurra in un orecchio mentre lei corre la mano destra attraverso i suoi capelli, e l’altra mano nella camicia dando al suo capezzolo un pizzico duro. Un morbido gemito sfugge dalle labbra. Il suo sudore salato stuzzica i suoi sensi, ancora una volta si sente proprio umida tra le pieghe della passera. Lei indugia al collo sentendone il sapore salato, in attesa di vedere se lui farà quello che lei comanderà. Fa un passo indietro da lei, spingendola leggermente indietro sulla sedia. Si spoglia la t-shirt, e poi i jeans. “Lentamente”, Lucinda sussurra chiedendosi se l’infermiera l’aveva spogliato lei, mentre sedeva nella sua sedia da cucina in attesa della pompa, in attesa di mettersi in ginocchio, lentamente prendendo il suo cazzo delicatamente all’interno delle labbra carnose, non sapendo che era un passatempo tranquillo. Non sapendo che più tardi si sarebbe confessato a Lucinda, che egli considerava il sesso con l’infermiera, come masturbarsi guardando un porno. Lo zio si avvicina a Lucinda, il suo cazzo era a pochi centrimetri dalla sua bocca. Lucinda ha proprio voglia di cazzo e quel porco di suo zio le afferra i capelli tirandola verso di lui. Lei apre le labbra e gli dà un bacio duro, degustando tutto di lui, ma non è questo quello che vuole. Si lecca il mento e poi la gola gemendo dolcemente contro la sua pelle. Lo zio è nudo e vuole essere leccato e succhiato ovunque. Le piace la sensazione della sua pelle liscia contro la punta della lingua, le ricorda il leccare un gelato. Lei ingoia la sua stessa saliva, assaporando il suo retrogusto salmastro e si muove lungo il suo corpo, per cadere poi in ginocchio intenta a leccare la cappella del suo cazzo. Lei ama il cazzo, ama la sensazione del tenerlo in bocca. E non le dà fastidio che giorni prima, altre labbra lo avevano succhiato. Non la preoccupa che lui aveva scopato altre labbra. Perché in questo momento lei è che lo sta prendendo in mano per dargli lunghe e goduriose succhiate di cappella e leccate di palle. Ma lei non si limita solo a succhiare, vuole essere posseduta. Si siede sul tavolo e si fa scivolare sotto di lui, guardando il suo cazzo e le palle molto mature, di perfette dimensioni per la sua piccola bocca e si chiedeva se l’infermiera lo succhiava alla stessa maniera, se gli faceva le stesse cose… non dovrebbe nemmeno interessarsi, ma il tarlo la tormentava. Eppure Lucinda conosceva l’infermiera, ma l’infermiera non sapeva nulla di lei. Mentre pensa passa le dita lungo la parte interna delle cosce costringendolo a scuotere leggermente. Questo modo lei piace perchè provoca una reazione così violenta in lui semplicemente col tocco leggero delle sue dita. Comincia a leccargli le palle, partendo dal buco del culo ed arrivando sino al cazzo, leccando ogni centrimentro di carne matura. Lo lecca proprio dove gli piace toccarlo quando lui sta per venire, ma ancora una volta cerca di non farlo venire subito. Per ora lei dà una leccata lungo i lati del suo culo sodo, e poi si dedica al buchetto, aprendo le chiappe dello zio più che può. La sua lingua si ferma sulle sue palle. La pelle è delicata e morbida, simile alle pieghe di una donna. Lei sa che questo da sue precedenti esperienze. E ora come Lucinda succhia dolcemente il cazzo, che vuole sentire gemere lo zio. Più forti sono i suoi vagiti, più velocemente le piace succhiare. Il gusto e la sensazione della sua pelle morbida sulle labbra lo fa venire duro in poco tempo. Ancora una volta lei inizia a succhiare nel punto giusto, e lui cerca di allontanarsi da lei. Ma anche l’infermiera succhiava così voracemente? Lei assapora il suo gusto salato, quasi piccante. Non è importante come lo succhi o si faccia scopare l’infermiera, perchè lo zio ha detto che ama solo lei, e l’infermiera era solo un piacevole passatempo – niente di più – solo due corpi che hanno condiviso un veloce divertimento. E quello che hanno, oltre ciò che hanno è qualcosa di più. E che cosa è che hanno in più, voleva chiedere. E tuttavia, cosa importa? Lei ha il suo sapore sulle labbra adesso. Ancora una volta il lamento come i suoi pensieri diventano leccare e succhiare. La sua lingua ha una mente propria. Si sofferma un po’ più a lungo in certi punti, e vuole mantenere il suo gusto salato sulle sue labbra, sulle sue papille gustative. Questa è la sua soddisfazione. Questo è come placa la sua sete di lui. Lo tiene saldamente in posizione con il palmo della mano, premendo il seno contro le scapole. Lei sa che lui non la paragonerebbe a nessun’altra. Lei lo sa, eppure, ancora lei non capisce perché lei non è sufficiente. Lucinda crede che il suo gusto è diventato più dolce come lei fa scivolare il suo dito medio nel suo culo. Ancora una volta si lamenta, dandole occasione di spingere il dito sempre più in profondità. Il suo gusto ora le ricorda l’odore fresco dei sempreverdi nel suo giardino, dei ginepri e dei cespugli di rose. Una combinazione di tutti i profumi della natura. Questo non basta, per cui comincia a succhiare le sue palle di seta accarezzando il suo cazzo allo stesso tempo e tenendo il dito nel culo. Lui si agita e solo allora si mette di fronte a lui, ginocchiata tra le gambe, prendendo il suo cazzo in bocca. Lei vuole che lui venga. Lucinda è pronta ad assaggiare la sua calda essenzae pure a perdonarlo per tutte le sue indiscrezioni; lei perdona facendo pompini. Eppure, quando sente il suo nettare nella bocca, pensa all’infermiera in ginocchio, al suo posto. Pensa che forse è stata ingannata da un uomo che aveva confessato il suo amore per Lucinda solo poche ore prima.