Nel bosco con lo zio

“Stanno facendo quello che penso io?”, chiesi. Tommaso rise. “Eh, Antonella, sei così innocente!”. Mi sorrise mentre eravamo nel parco dietro il centro commerciale. Tommaso si era offerto di accompagnarmi a casa dopo il lavoro, non prima di esserci presi un panino in uno dei quei camioncini che sostano lungo le strade statali. Lui era il mio manager ed ero lusingato dalle attenzioni di qualcuno più vecchio di me, quindi avevo accettato di fare unsa passeggiata con lui. Doveva essere la mia prima serata di semi-romanticismo. Dovevo avere circa 28 anni e mio zio sulla 50ina. Ero un’adolescente un po’ timida e nonostante ciò eccitata all’idea di esplorare nuove sensazioni, soprattutto dopo aver trascorso i primi dodici anni della vita crescendo in un complesso religioso, ma ero ancora nervosa, naturalmente, quando dovevo affrontare il sesso. Sapevo anche che questo parco è sempre stato il più noto in città. Lui mi guardava intensamente, il suo bel viso arrossato. “Penso che lei glielo stia…”, ha detto prima della pausa. “Probabilmente sta facendogli un pompino, nonostante mi pare di capire che siano parenti, perchè li conosco”. Ora è arrivato il momento per il mio viso di diventare rosso. Lo fissai sorpresa per aver detto quelle parole, e fissavo le sagome in lontananza immaginandomi la scena, anche se lasciavano ben poco all’immaginazione. Sospirai forte quando Tommaso sfiorò con la sua mano la mia gamba. “Haha, mi dispiace, non volevo farti saltare”. Il suo sorriso era sfacciato ed ipnotizzante. “Hai, uhm, mai, ehm …”. Scossi di nuovo la testa. Entrambi abbiamo guardato ancora l’altra coppia. Si stava facendo il tramonto e siamo stati abbastanza lontani da non farci notare; sinceramente, erano troppo occupati per notare noi ed eventualmente altri, comunque. Avevano finito e mano nella mano hanno iniziato ad allontanarsi in direzione opposta a noi, lasciandoci da soli. “Antonella, ummm, ti piacerebbe provare?” Credo che il mio silenzio su questo argomento e il mio interesse per l’altra coppia gli ha dato il via libera per cercare di sedurmi, sperando gli avessi fatto un pompino. Almeno lui me l’ha chiesto, ho pensato. E sai una cosa… volevo. Avevo visto abbastanza film porno per avere un idea di cosa fare, e francamente, volevo mettere in pratica tutto quello che ho sempre visto nei film. Non volevo apparire troppo ansiosa però. “Va bene”. Tommaso mi abbracciò incrociando le braccia e mi baciò teneramente. Lui era dolce. Ho cercato di rilassarmi, ma mi bloccai rigida come le sue mani scivolarono sul mio seno, stringendo con forza esperta il  sinistro e facendomi sospirare di piacere. “Rilassati, non stare così rigida. Ecco, mi tocca. “Mi prese la mano e la posò sotto la camicia. La sua pelle era così calda, così umida e lucida di sudore. Piano piano cominciavo a sciogliermi. Il piacere della carne ha cominciato ad entrare dentro di me e possedermi. Ha preso le mie mani e le ha spinte fino alla vita per poi iniziare a slacciarsi la cintura e jeans. Ero ansiosa di arrivare al premio ora, di vedere il mio primo cazzo. Ho potuto vederne la sagoma attraverso i pantaloni. “Ecco, lascia che ti aiuti”. Tommaso ha spinto i suoi jeans ed i boxer giù, sino alle sue cosce. L’anticipazione ha creato suspense. Poi i miei occhi si spalancarono alla visione del suo cazzo che saliva in aria, niente di paragonabile ai diversi ragazzi visti nei porno; sono rimasta impressionata. “Vuoi toccare?”, chiese Tommaso, quasi in trepidazione. Si è spogliato i pantaloni e le mutande per dare più libertà al suo uccello e sembrava, una volta messo a nudo, quasi pesare di più e stare dritto a fatica. Ho riso con nervosismo, la sua carne sembrava così calda al tocco. Gli ho ispezionato il cazzo, ammirandone la durezza, un po’ disgustata per tutte le vene sporgenti. La cappella era uno spettacolo strano e non ho potuto fare a meno di chiedermi come diavolo avrebbe mai fatto ad entrare dentro di me. Mi sono spostata in avanti e chiudendo gli occhi mi avvicinai con la bocca, sentendo la punta del suo cazzo contro le mie labbra. Poi, aprendo la mia ampia bocca, l’ho lasciato scivolare dentro più a fondo, strusciando la mia lingua lungo la parte inferiore del suo albero, come più volte ho visto fare nei film. “Tira fuori la lingua, leccalo come un lecca-lecca, lentamente, più lentamente, aaaah così, brava”. Tommaso fammelo leccare ancora per un po’, e l’ho sentito compiaciuto da come si lamentava. Leccando e succhiando ho sentito una piccola goccia di pre-cum e l’ho assaporato. Tommaso gemette e spinse il suo cazzo contro di me e nella mia bocca, sorprendendosi fosse così profonda. “Oh cazzo, oh cazzo, ti prego io non ne posso più, succhiami il cazzo!”. Ho dovuto trattenere le risate ai suoi rumori ed esclamazioni. Che potere ho in questo momento! Il suo albero stava riempiendo la mia bocca fino a quando mi sono sentita quasi soffocare. Dopo un minuto o giù di lì ho scoperto che i muscoli della mia bocca eranoabbastanza rilassati e potevo prenderlo tutto fino in gola. Questo non era difficile, ed in effetti oltre al cazzo stavo prendendo in bocca anche una palla. La mia saliva aveva aggiunto lubrificazione e ho iniziato a lavorare la mia mano lungo l’albero facendolo entrare ed uscire dalla mia bocca, stringendola forte e pompando in sincronia. Più succhiavo e più sentivo mio zio Tommaso gemere di piacere, e sembrava apprezzare le mie capacità amatorie di sesso orale. Mi sentivo la fica bagnata, mi era stato masturbata per alcuni anni ormai e sapevo riconoscere la mia eccitazione e la temperatura che la mia figa bagnata poteva raggiungere. Il suo cazzo poteva aspettare a sfondarmi la figa, non mi sentivo pronta, prima dovevo fare pratica con altri giochetti. Dovevo succhiare prima un po’ di cazzo… una specie di versione imbastardita di camminare prima di correre, o qualcosa del genere. Quando sarò diventata una esperta succhiatrice, allora potranno anche sfondarmi la figa e poi il culo. C’erano due mani ai lati del mio viso che stavano accarezzando dolcemente le mie guance, afferrando e stringendo in sintonia con il mio succhiare il suo cazzo. Mio zio stava aumentando il ritmo e lo sentivo ansimare. “Preparati, ho intenzione di venire”. Come? Cosa vuol dire essere pronta? Che cosa devo fare? Mi facevo domande ed intanto andavo avanti a succhiargli il cazzo. Poi botto! Potevo sentire il suo sperma esplodermi contro la parte posteriore della gola, il suo cazzo subito divenne molle, ed io godevo del sapore a metà tra il dolce ed il salato del suo sperma, che piano piano colava dalla bocca alla gola. Poi, una volta gustatone il sapore ho ingoiato, mi sono rilassata, mentre sentivo il suo latte caldo scorrere lentamente giù per la gola. Era più salata di quanto mi aspettassi. Sentivo il suo cazzo comincia a piegarsi nella mia bocca, e Tommaso l’ha tirato fuori, con un un rumore di scoppio, mentre le mie labbra schioccarono al passare della cappella enorme. Mi sono seduta per terra, sentendomi straordinariamente soddisfatta e mi asciugai un filo di liquido che colava fuori dalla bocca con il dorso della mia mano. Tommaso prese un fazzoletto dalla tasca e si asciugò il cazzo, ora morbido, prima di rivestirsi. Lui era così ben organizzato. “Tutto bene, amata nipotina mia?” “Credo di sì”. “Sei stata grande!” “Sono stata?” Gli ho fatto un pompino dando il meglio di me e devo dire che per essere la prima volta me la sono cavata molto egregiamente. Potevo dire di essere una pompinara esperta. Frequentando lo zio ho raffinato la mia tecnica al punto che riuscivo a farlo venire in pochi minuti. Noi non scopiamo o facciamo altre cose, questa è stata tanto un’emozione per me come lo era per lui. Alla fine ho cominciato ad incontrare altre persone, a cui fare provare il piacere del pompino con ingoio. Nessuno in confronto del mio caro zietto. Ma era solo l’alba della mia evoluzione sessuale…