L’angolo tra le due camere da letto

Elisabetta sapeva che Sandro, migliore amico di suo fratello maggiore, aveva una cotta per lei, e se ne era accorta la prima volta che lui ha passato la notte a casa loro. E anche se lei non lo avrebbe mai ammesso, era l’oggetto delle sue fantasie. Più di una volta lo aveva spogliato con gli occhi. Era orgogliosa di sapere che avrebbe potuto frequentarlo e stuzzicarlo ogni volta che voleva, e lui amava stare al gioco, anche dopo aver capito che lei faceva tutto questo intenzionalmente; ad esempio le scivolava fuori dal costume da bagno un capezzolo e la figa, dato che lei faceva sempre apposta a sistemarselo. Il suo scherzo preferito era comunque quello dilasciare la sua porta della camera socchiusa in modo da permettergli di vedere chiaramente la sua nudità nel bagliore della luce notturna, ogni qualvolta si alzava per andare in bagno durante la notte. Lei lo guardava con occhi socchiusi mentre lui se ne stava fuori dalla porta ad ammirarla, toccandosi il pacco duro, attraverso la porta lasciata aperta intenzionalmente. Durante le ore di lavoro faceva intenzionalmente cadere alcuni fogli di carta dandogli un assaggio di un seno e si chinava per raccoglierli, mettendo in mostra la forma del culo o lasciando intravedere il seno. Una notte aveva spinto le lenzuola completamente giù dal letto, rivelando il suo corpo sensuale; uno spettacolo per lui. Quel momento lei, fingendo di dormire, lo guardò tirare il membro dai suoi pantaloncini ed accarezzarlo, mentre guardava il suo seno mentre lei fingeva di dormire. Un’altra cosa che lei amava fare era quella di girarsi di schiena per mostrargli il culo, spesso allargando le gambe e mostrando quindi il buchetto caldo. Sentiva il suo respiro diventare pesante, poi improvvisamente correre in bagno, e lì con la porta aperta sborrare nella toilette, mentre continuava a guardarla. Spesso gemeva mentre il suo sperma veniva spruzzato in acqua, il viso distorto allo specchio. Lei si masturbava pensandolo nel letto con lei, infilandosi le dita prima della fica umida e calda, strofinandosi le labbra ed il clitoride, e poi mettendo lo stesso dito nel culo, spingendoselo fino in fondo e godendo a più non posso. In quel momento Elisabetta ha capito che cosa aveva in mente lui, mentre la guardava e chiudeva la porta del bagno dietro di lui in silenzio. Non si rese conto che l’angolo tra le due camere era perfetto per spiarsi a vicenda, sia mentre dormivano, che quando erano in bagno. Da quel momento in poi Sandro lasciava la porta leggermente aperta quando faceva la doccia, così da permetterle di vedere la sua virilità allo specchio, mentre la accarezzava e la vedevacrescere sotto l’acqua ogni volta che la sua mano raggiungeva la cappella. Ovviamente entrambi sapevano che questo gioco si sarebbe presto trasformato in qualcosa di più serio, fino a sfociare, prima o poi, in una vera e propria scopata. Sabato mattina era il giorno della svolta, dato che i genitori e il fratello del ragazzo sono usciti presto per andare a fare acquisti e gli hanno lasciato l’auto. Sandro era eccitato e non sapeva come scaricare la tensione e le palle. La soluzione arrivò presto, la porta si aprì e lì in piedi nuda, c’era Elisabetta che con una voce sexy gli disse che il gioco era finito. Si avvicinò al lato del letto, allungò la mano tirando le coperte rivelando l’erezione di Sandro. Si allungò prendendolo in mano e lo guidò alla bocca mentre si inginocchiava accanto al letto. La sua bocca avvolgeva dapprima la punta, e poi lentamente lo succhiò per tuttala sua lunghezza, fino a quando le sue labbra toccarono le palle. Con estrema lentezza mosse la bocca su e giù su di lui, alzando il culo dal letto ad ogni colpo mentre succhiava. Si spogliò la camicia ed il reggiseno, rivelando un paio di tettine piccole ma sode, con due capezzoli che erano diventati rigidi. A lui piaceva strizzarli e lei mugulava ogni volta che un suo capezzolo veniva spremuto. Non mollando il cazzo, si armeggiò per spogliarsi le mutandine. Bella fichetta, molto pelosa e con un clitoride grande, che sembravano le palle. Al ragazzo piaceva titillare quel clitoride, era caldo, accogliente ed umido. Quella fregna gli faceva venire molta voglia, ed allora glielo tolse dalla bocca, con prossima destinazione la figa. Elisabetta si mise a pecora e con entrambe le mani allargò il buco della fregna. Il cazzo scivolò senza sforzo dentro di lei, le labbra della figa erano gonfie e calde. Il pompino aveva portato entrambi al limite dell’orgasmo, e non passò molto tempo dalla scopata alla sborrata finale. Le sue unghie scavavano nella schiena, le sue palle sbattevano contro il culo ed il suo cazzo era gonfio e pronto ad esplodere. Il primo orgasmo fu di Elisabetta, che gridò non appena fiotti di umori caldi ed appiccicosi avvolsero il cazzo, lubrificandolo ancora di più. Pochi attimi dopo lui esplose dentro di lei. Gocce calde di sperma uscirono dalla figa, incollati al suo cazzo, mentre ancora le pompava la sua figa stretta. Tolto il cazzo dalla figa, le labbra si contrassero facendo gocciolare fuori tutti gli umori di lui misti a quelli di lei. Quello fu solo l’inizio di un lungo periodo di scopate e di guardatine furtive tra l’angolo delle camere.