La signora troia della notte

Mi chiamo Laura, sono uno stimato avvocato penalista, di giorno difendo delinquenti di ogni tipo, mi pagano e devo farlo ma la notte mi vendico e li punisco per le loro malefatte.
Tra i miei clienti vi sono anche bei ragazzi o uomini affascinanti e, quindi, la mia vendetta risulta doppiamente appagante, mi consente di rovinare la vita coniugale dei disgraziati e mi faccio anche del gran bel sano sesso .
Ricordo ad esempio il caso di Paolo, truffatore impenitente che aveva ridotto sul lastrico una decina di anziani sprovveduti.
Durante il processo era riuscita a fargli avere immeritatamente il minimo della pena che aveva consentito al bellimbusto di non farsi nemmeno un giorno di galera.
Terminato tutto avevo inizato a pedinarlo, oltre che avvocato sono un abile truccatrice e trasformista e da bruna con occhi verdi, divento bionda con occhi azzurri, trucco pesante, abiti mini ed il gioco è fatto.
Ricordo di averlo abbordato in discoteca dove il tizio andava il venerdi sera all’insaputa della moglie.
Mi era bastato un paio di moine e lo avevo trascinato dentro il bagno degli uomini, avevo tirato fuori il suo uccello e lo avevo fatto impazzire.
Porto con me sempre una microscopica macchina fotografica e l’indomani la moglie aveva ricevuto le foto del marito con l’uccello al sicuro dentro una calda bocca accogliente.
Michele invece aveva fatto una rapina in gioielleria, il video di sicurezza non era molto chiaro, i testimoni confusi e il birbante era stato assolto per insufficienza di prove.
Michele era sospettoso ed ho dovuto spendere ben tre appuntamenti prima di convincerlo ad andare in un motel.
Nella camera abbiamo fatto sesso anale e devo dire che michele mi ha dato molte soddisfazioni, il suo uccello era veramente notevole ed ho goduto più volte mentre azionavo la macchinetta.
La moglie lo ha lasciato e quanto ricavato dalla rapina non gli è stato sufficiente per pagare i danni del divorzio.
La soddisfazione più grande me la sono presa con Riccardo, un maturo professore di latino che aveva stuprato una studentessa.
Durante il processo ero stata molto brava a dipingere la vittima come una poco di buono ed il cattivo come un innocentino e Riccardo se la era cavata con una condanna a due anni. Sono molto brava in questo. Riesco ad aggrappparmi ad ogni minimo cavillo di legge e sono sempre molto convincente con la giuria, grazia anche al mio faccino da persone per bene.
Con lui il mio atteggiamneto è stato diverso, utilizzando la sua riconosciuta perversione avevamo concordato di fare sesso in modo sadomaso e lo avevo convinto con strusciamenti vari a fare la vittima.
L’ho quindi legato mani e piedi al letto ed imbavagliato e poiché il bastardo era single e non aveva senso provare la sua infedeltà ho pensato bene di stuprare il suo culetto da accademico con un bel cazzone di gomma di 25 cm. Lo avevo comprato in un sexy shop on lien,uno di quegli strap on che si indossano per scopare con il proprio uomo invertendo i ruoli. Io lo avevo messo e lo stavo inculando fino in fondo.
Ricordo ancora le urla di dolore e per consolarlo mentre piangeva gli ho fatto un pompino memorabile ridendo di vero gusto.
Mi rendo conto di essere un po particolare e che sarebbe più onesto semplicemente non difendere dei colpevoli ma è come se avessi due personalità, di giorno l’avvocato prende il sopravvento e mi piace vincere tutte le cause, la notte la coscienza mi induce ad una vendetta che spesso, lo comprendo, diventa pià amara della condanna.