La pittrice un po’ porca

Germano e io siamo amici da quando frequentavamo l’università. Non è sorprendente che abbiamo anche condiviso interessi comuni, in particolare l’arte. Abbiamo lavorato su una presentazione per uno spettacolo e due giorni prima del termine gara sono andato a casa sua; il nostro piano era quello di rimanere svegli tutta la notte e finire il dipinto. Entrando in casa mi sono diretta verso la camera dove di solito lavorava ed ho trovato Germano in piedi davanti al tavolo da disegno, intento a mescolare i colori e scegliere i pennelli adatti. Posa la bottiglia di diluente e si avvicinò per abbracciarmi. Io sono piccolina, con una corporatura esile, e lui mi sovrasta. Il suo petto e le spalle sono ben fatti, nulla in confronto a me, che sono solo 1.70mt, con poco seno ed un corpicino fragile. “Sei cresciuta”, dice, avvolgendo, un braccio intorno alla vita e baciandomi la fronte. “Mhm” fu la mia risposta, mi piace stare in piedi così vicino a lui. Non siamo mai stati molto da soli, di solito ci vedevamo con altre persone; non avevamo mai un momento intimo per esprimere ogni nostro sentimento. Una volta, quasi due anni fa, abbiamo provato ad avere un po’ di intimità in auto, ma è stato un progetto fallito sin da subito. “Che ne dicessi se ci mettessimo a guardare un film? magari ci viene l’ispirazione per questo maledetto quadro…” Germano chiese. Ha una straordinaria capacità di distrarmi ogni volta che mi metto a pensare a lui in quel modo. Ho indossato una delle sue magliette, mi sono diretta al piano superiore, in sala. Giovanni è venuto al piano superiore con una pila di DVD, con indosso solo un paio di boxer. Si infila nel lettone, accanto a me, spegne la luce e si mette accanto a me, come per coccolarmi. Non era la prima volta che ci coccolavamo a letto, ma di solito non sono mezza svestita. Mi mette un braccio dietro la testa e l’altro dietro la schiena, con la sua mano che accarezza il mio lato sinistro. Mi avvicino di più al suo petto nudo e cerchiamo di concentrarci sul film. Germano si è appoggiato a me ed in quel momento tutto quello che volevo era baciarlo, ma lui era molto concentrato sul film. Era tardi, e Germano era sdraiato accanto a me, e tutti e due eravamo assopiti, ormai il film era finito. Nel mio stato semi-cosciente lo sentii muoversi. Fece scivolare la sua mano sul mio fianco, infilandomela sotto la camicia. Mi sviegliai e girai la testa in modo da essere di fronte a lui. Passò una mano sul mio stomaco, passando per i miei fianchi. Premetti le labbra contro il suo collo con delicatezza. Trattenne il respiro, e pensai stesse per allontanarsi. Invece Germano spostò la mano sino a toccare il mio seno a coppa. Rimasi senza fiato. Ho desiderato da tempo questo momento, avere il suo corpo vicino e le sue mani che stringevano una mia tetta. Ho messo la mia mano sulla sua e lo baciato di nuovo. E’ andato un passo oltre infilando le dita nel mio reggiseno toccandomi ovunque e strizzandomi i capezzoli, mentre mi baciava. Era un perfetto baciatore. Gemetti, mentre passavo la mano sul suo petto e gliela infilai nei boxer cercando la sua erezione. Ha tirato la maglietta sopra la mia testa e mi baciò il seno. Gemevo ancora e mossi la mano più veloce. Giovanni mi accarezzò il petto sino a scendere nelle mie mutandine dove ad attenderlo avrebbe trovato una bella fighetta bagnata pronta e vogliosa. Dopo avermi tintillato le labbra con due dita ed essersene inumidito uno, me lo infilò dentro, facendomi godere come una pazza, mentre mi mordicchiava il lobo di un orecchio, cercando sempre il mio sesso che ogni attimo era sempre più desideroso del suo cazzo. “Germano, stop, per favore”. Rallentò i suoi movimenti e mi chiese perché. “Tu non vuoi questo?”. “Non ancora. Voglio che tu sia il primo a sverginarmi, ma ho i miei tempi”. “Puoi avermi più di una volta. Ma, solo se lo dici tu”, fu la sua pronta risposta. Mosse la mano in mezzo alle mie gambe e mi baciò di nuovo. “Hai detto di smettere, ma anche tu vuoi godere”. Mi ha baciata dal collo ai fianchi, passando le mani su e giù per il mio corpo. Lo volevo sentire dentro di me, volevo il suo cazzo, ma non potevo resistere a quello che stava facendo. Mi stava leccando la passera e sentivo la sua lingua masturbarmi figa e clitoride. La sua lingua era calda, umida e scivolando su e giù mi faceva bagnare e godere come una troia. Mi ha leccato dolcemente, sentivo il suo alito caldo contro le mie cosce. Io continuavo ad urlare e gemere, mentre metteva il dito dentro. “Germano… Germano aspetta. Voglio il tuo cazzo!”. Mi ha leccato più velocemente.  “Germano …”, “scopami”. Glielo dissi come un ordine, non ammettevo deroghe. L’ho inteso come un ordine, ma suonava più come una supplica. Si fermò e si spostò in avanti. Mi baciò e mi fece sentire il sapore della mia fighetta sulle labbra. “Adesso?” chiese, la sua voce tesa. Non ho mai pensato di arrivare sino a questo punto”. “Sì”. Si premette contro di me, scivolando dentro di me e gemendo appena la sua cappella mi aprì le labbra. Fece un po’ male, in un primo momento, ma poi il piacere prese il sopravvento sul dolore. Ho avvolto le braccia e le gambe intorno a lui e lo sentì muoversi dentro di me. Ha cercato di durare più a lungo facendo delle pause, ma io avevo voglia di sentire i suoi schizzi e strinsi le gambe per sentirlo entrare ed uscire. Gridai e premette la faccia contro la sua spalla. Dopo un paio di spinte scivolò fuori di me ed ho sentito qualcosa di caldo ed umido sul mio stomaco. Ho guardato il suo volto ed ho capito che stava sborrando. Chiuse gli occhi ed inclinò la testa all’indietro, per assaporare il momento. Germano prese un asciugamano dal bagno per pulirci e dopo rimanemmo abbracciati per coccolarci un po’. Mi ero girata in modo che la mia schiena premeva contro il petto, e per fargli capire che era giunta l’ora di scoparmi il culo. Così fece, mentre mi strizzava i capezzoli mi infilò il cazzo nel culo, già bello umido e dalle goccioline di sperma ancora sulla cappella. Entrò a fatica e sentìì dolore. Questa volta la scopata era un po’ più “ruvida”,  sentivo pizzicarmi i capezzoli e la sua spinta era più profonda. Ho inarcato la schiena per sentire meglio il suo cazzo dentro e lo sentivo scivolare dentro e fuori. Il piacere era immenso. Ha tenuto i miei fianchi mentre spingeva contro di me più forte e più veloce rispetto alla prima volta, per pochi minuti, prima di venire insieme. Mi sborrò nel culo e sentìì il suo liquido caldo dentro, attraversami lo stomaco. Era una sensazione fantastica, ho goduto come poche volte era successo. Ci addormentammo abbracciati.