La collega dell’ufficio accanto

Io sono un amante delle belle donne, credo come la maggior parte dei ragazzi, e sono sempre alla ricerca di donne speciali che “catturano l’occhio” quando camminano da sole. Beh, una di quelle donne ha iniziato a lavorare per la nostra azienda nel gennaio 2009, e abbiamo raggiunto subito un’intesa. Il suo nome era Giuliana. Giuliana di recente ha attraversato alcuni momenti di vita importanti, il divorzio e una nuova posizione di lavoro. La fortuna ha voluto che lei lavorasse al mio stesso piano e ho cominciato a vederla camminare davanti al mio ufficio ogni giorno. Una mattina ci siamo incrociati nel corridoio e cominciato a chiacchierare. Siamo rimasti entrambi molto sorpresi quando ci siamo resi conto che abbiamo vissuto per anni nello stesso quartiere. La confidenza aumentava ogni giorno e piano piano cominciavamo a parlare sempre di più. Giuliana si fermava nel mio ufficio per discutere degli ultimi film che aveva visto e per parlare e ridere; era a dir poco fantastico! Ho cominciato a inviare e-mail a Giuliana. Molto innocenti in un primo momento, ma ho lentamente iniziato a gettare tramite alcuni commenti sottili che ero attratto da lei. Ogni e-mail che ci siamo scambiati sembrava fatta apposta per alzare la posta in gioco un po’ di più. Non ci ha messo molto Giuliana molto a capire che ero interessato a lei. Ho continuato a chiederle di pranzare con me, ma era riluttante ed è stata onesta nel dire che non pensava che unire affari e piacere sia una saggia idea. Ma ho continuato ad insistere, e dopo un paio di settimane, Giuliana finalmente ha accettato di incontrarmi aldi fuori del lavoro. Il giorno del famoso appuntamento non ho visto Giuliana per tutta la mattina dato che ero molto occupato. Arrivati intorno all’ora di pranzo ho sentito un bussare dolce alla mia porta ed ho visto Giuliana in piedi accanto alla mia porta. Aveva una camicia nera aderente che accentava i suoi seni sodi di grandi dimensioni ed una gonna di seta nera, che arrivava  appena sotto le ginocchia. Alzai gli occhi e sorrise: “Beh buongiorno Giuliana” dissi mentre si trovava appoggiata allo stipite della porta. “Dai, usciamo di qui”, ha detto Giuliana, “guido io se per te va bene”. Mentre stavamo camminando verso la sua macchina ho chiesto a Giuliana dove saremmo andati a pranzo. “Andiamo a casa mia, non è che quello che volevi?” Giuliana disse, con un sorriso. Non riuscivo a credere alle mie orecchie, era come se una fantasia si stesse realizzando proprio in quel momento! Non riuscivo a staccare gli occhi da questa bella donna, come mi sedetti sul sedile del passeggero della sua auto, ancora non è sicuro quello che stava per accadere. Sulla strada per casa sua, Giuliana mi guardò con un sorriso malizioso, aumentando la mia agitazione. Non ce la facevo più. Allungò la mano, mise la sua sulla mia e mentre stringeva dolcemente, cominciò a strofinare le dita con il pollice. Questo era sufficiente per mandare energia elettrica a tutto il mio braccio e ha reso sempre più duro il mio cazzo, che iniziava a muoversi. Mi chinai un po’ e passai la mano sul suo braccio. Giuliana mi prese la mano e la posò sulla sua gamba destra e sollevò il vestito fino a esporre le sue gambe lunghe e sottili. Lentamente passai la mano sulla coscia e, come mi spostai lentamente sempre più in alto, Giuliana allargò le gambe. Ho spinto la mia mano tra le sue gambe e cominciato a toccarla ed accarezzarla ovunque. Presto la sua biancheria intima cominciò a bagnarsi. Ho tirato le mutandine sul lato e cominciato a strofinare le labbra della sua figa con le dita. Ho sentito il suo respiro farsi sempre più veloce, come aumentavo il movimento su e giù delle mie dita. Mentre eravamo fermi a un semaforo, Giuliana chinò la testa all’indietro, chiuse gli occhi e cominciò a strofinare le sue dita attorno ai suoi capezzoli duri, mentre spingeva la sua figa umida contro la mia mano. Il mio cazzo pulsava ed ho usato la mia mano libera per strofinarmi il crescente rigonfiamento nei pantaloni. In pochi minuti eravamo a casa di Giuliana e dopo essere entrati in garage chiuse la porta dietro di noi. Come siamo entrati in casa sua ho avvolto le mie braccia attorno a Giuliana, premendo il suo corpo stretto contro il mio. Ci siamo baciati appassionatamente mentre correvo le mie mani lungo la schiena e sulle sue natiche, premendola contro di me ancora più stretta. Passai le mani su tutto il suo corpo cominciando ad accarezzarle i seni. Potevo sentire i suoi capezzoli iniziare ad indurirsi così mi chinai e cominciai a mordicchiarli attraverso il materiale. Giuliana mi ha respinto dolcemente mentre si toglieva la camicia, prima di lanciare tutti i suoi vestiti sul pavimento. Poi venne il turno del reggiseno e cercavo di guardare tutto il seno della ragazza, ma era molto grande e sembrava quasi che non riuscivo a catturarlo completamente con lo sguardo! Rimasi lì un momento, immerso in questa immagine molto ma moltoerotica. Ho fatto scivolare con la mano su la gonna e giù le mutandine, toccando le labbra della sua figa, ormai ridotta ad due lembi di carne completamente bagnati e gocciolanti dei buonissimi umori femminili, caldi ed invitati. Ho sentito il suo respiro accelerare mentre io con le dita cominciavo a masturbare il suo clitoride e la sua bella passerina. Ho baciato Giuliana con la lingua molto profondamente, mentre io continuavo a giocare con il suo clitoride e facevo scorrere le dita dentro e fuori dalla sua figa. Dopo pochi minuti i suoi fianchi iniziarono a pulsare contro la mia mano e sapevo che era vicina al raggiungere l’orgasmo. Improvvisamente, tutto il corpo di Giuliana si tese, la testa piegata all’indietro e si lasciò sfuggire un gemito come le scariche di orgasmo che attraversavano il suo corpo. Ho tenuto Giuliana vicino a me fino a quando il suo orgasmo si placò completamente. Mi prese per mano e mi condusse verso la sua camera da letto spingendomi sul letto e facendo cadere la gonna a terra. Si sedette con la schiena rivolta a me e cominciò a strofinare il culo contro il mio cazzo palpitante. Ho preso subito le sue belle tette tra le mani e stimolato i capezzoli con le dita, a volte stringendoli, altre volte sono titillandoli come fossero campanellini. Giuliana cominciò a muovere il culo in moto circolare sulla parte superiore del mio cazzo mentre si appoggiava contro di me. Ho infilato una mano dentro la sua biancheria intima facendo scivolare le dita dentro e fuori della sua figa bagnata dagli umori dell’orgasmo e dal nuovo giocciolare che il mio gioco le provocava. Teneva sempre premuto il culo con forza contro il mio cazzo mentre le stimolavo il clitoride. Dopo pochi secondi, ha iniziato a battere il culo contro di me in un ritmo pulsante. Ho sussurrato in un orecchio “voglio scoparti subito, altrimenti rischio di venire nei miei pantaloni!”. Giuliana si alzò, si sfilò le mutande, mi spinse sul letto e si posò su di me. Ci siamo baciati appassionatamente per alcuni minuti, le nostre lingue guizzavano dentro e fuori le nostre bocche mentre scorrevo le mie mani su e giù per il suo culo nudo. Mi sono spogliato di fretta ed in pochi instanti i nostri corpi si stavano strofinando l’uno contro l’altro, quasi facendo scintille. Giuliana si mise a cavalcioni e lentamente passò le dita tra i capelli, sul mio petto e lo stomaco prima di far scorrere le sue mani tra le mie gambe e afferrando il mio cazzo gonfio con entrambe le mani. Si inginocchiò accanto a me sul letto e leccò la testa del mio cazzo con la punta della sua lingua, come se fosse un cono gelato, quasi assaporandone il gusto. La sensazione della sua lingua sul mio uccello era così intensa che ho cominciato a gemere. Abbassai lo sguardo e notai che mi stava guardando, mentre continuava a tenere cazzo in bocca. E ‘stato uno delle immagini più belle che abbia mai visto. Il mio corpo si tese appena Giuliana iniziò a succhiarmi avidamente il cazzo, come se non ne avesse mai assaggiato uno. Ho sentito la sua lingua cominciare a umidirmi tutta questa zona e il mio corpo si tese come le onde di piacere attraversavano il mio cazzo duro. Ho chiuso gli occhi e inarcato la schiena, perso nelle sensazioni, molto vicino a venire. Giuliana aveva capito che stavo per sborrare e dopo aver tirato il mio cazzo fuori dalla sua bocca, in un tono scherzoso disse: “Non ancora!” Strinse la sua mano attorno alla mia asta e cominciò a farla scorrere su e giù mentre massaggiava le palle con l’altra mano. Proseguì a succhiarmelo. Ovviamente dovevo restituirle il piacere. E’ arrivato il mio turno per leccarle un po’ la figa. Giuliana allargò le gambe in modo invitante. Sorrisi e lentamente mi chinai cominciando a succhiare i suoi capezzoli eretti e duri mentre scorrevo la mano verso il basso attraverso il suo morbido cespuglio di peli ricci della sua figa. Giuliana allungò la mano ed afferrato il mio cazzo cominciò a stringere e segarmelo delicatamente. La mia lingua ha fatto un percorso a figura di otto sul petto di Giuliana, prima leccando il capezzolo di un seno e poi l’altro in rapida successione. Mi sono inginocchiato tra le sue gambe, strofinando il mio cazzo di marmo contro la sua fica. Quando mi sono chinato su Giuliana ho potuto sentire il profumo muschiato della sua figa e ho potuto gustare tutto il gusto. Il ciuffo della sua fighetta era fatto di peli morbidi, corti e di color castano, ben tagliati in una striscia sottile che sembrava quasi una freccia rivolta verso il basso. Ho strofinato la punta del mio naso su e giù per la lunghezza della sua fessura lasciando che il profumo inebriante della sua fica bagnata miriempisse le narici! Avevo bisogno di assaggiarla adesso, così ho premuto le labbra contro la sua zona umida e lasciato che il dolce nettare trasudando dalla sua passerina umida entrasse nella mia bocca, mentre spingevo la mia lingua in profondità della vagina. Giuliana rimase a bocca aperta e premette la sua figa contro la mia faccia, cosa che mi permise di premere il clitoride contro la punta del mio naso. Non poteva essere più in profondità dentro di lei. Giuliana giaceva sul letto con gli occhi chiusi mentre io ero impegnato a giocare con il suo corpo, baciare e leccare ogni centimetro di carne che incontravo. Mi inginocchiai accanto a lei e mentre lei insisteva leccarmi e succhiarmi il cazzo, io le stuzzicavo nuovamente la figa con le dita. Abbiamo mantenuto questa posizione quasi godendo all’unisono, perdendoci nel piacere, che piano piano ci avvolgeva. Dopo quelle che sembravano ore, ma era probabilmente più simile ad un minuto, ho sentito un orgasmo massiccio avvicinarsi. Ho aumentato lo sfregamento del suo clitoride e cominciato a spingere sempre più in profondità il mio cazzo all’interno della sua bocca, intento a darle lo stesso grado di estasi che stavo vivendo io. Improvvisamente un flusso caldo di sperma schizzò nella gola di Giuliana. Ha tirato il mio cazzo fuori dalla sua bocca lasciando che il resto della sborra le schizzasse sulla faccia prima di inghiottire il tutto e chiudendo gli occhi mentre il suo orgasmo era lì per arrivare. Ho deliberatamente rallentato il mio accarezzare della sua passerina mentre lei godeva e gemeva, con rivoli di sperma che le colavano dalla bocca. Di lì a poco toccò a lei raggiungere un orgasmo e me ne accorsi perchè gemette senza limiti mentre goccie di umori femminili profumati ed appiccicosi uscivano dalla sua fichetta calda, bagnandomi tutte le dita e parte della mano. Senza parlare giacevamo sul letto scambiandoci coccole e carezze a vicenda. Poi, con uno sguardo all’orologio accanto al letto, entrambi ci vestimmo, pronti a tornare in ufficio per continuare la nostra giornata di lavoro. I pranzi di piacere non sono terminati oggi.