Il gioco del dado tra fratello e sorella

incesto_fratello_sorellaDamiano era un ragazzo molto timido e aveva paura di ogni relazione estranea al suo nucleo familiare, ovvero sua madre, suo padre e sua sorella Ludovica. A scuola aveva pochissimi amici, ma più che altro erano conoscenti con la sua stessa passione, la formula uno. Tolto quell’argomento, non parlavano d’altro, e in quanto a vedersi fuori scuola era addirittura inconcepibile per Damiano. Non parliamo poi delle ragazze: non aveva mai avuto una storia degna di questo nome, e non era mai andato oltre il bacio sebbene avesse compiuto diciotto anni da qualche mese. Nella sua classe c’erano molte belle ragazze, ma lui non aveva il coraggio nemmeno di parlare loro, figuriamoci approcciarci o chiedere di uscire. Questa sua timidezza si trasformava spesso in frustrazione, che Damiano sfogava in palestra. Infatti, sebbene non fosse bellissimo di viso, aveva un fisico mozzafiato: pettorali e spalle enormi, addominali scolpiti, senza un filo di grasso. Come se non bastasse, nelle sue mutande albergava un cazzo che pareva un pitone, anche se nessuna ragazza lo aveva mai visto o provato. Un giorno che i genitori di Damiano erano fuori città a fare una gita per un week end. Ludovica invitò a casa sua due sue amiche, per un pigiama party. Sebbene fosse sabato sera, Damiano era rimasto a casa, non avendo nessuno con cui uscire, a giocare alla playstation in camera sua. Dopo circa un’oretta di gioco solitario, Damiano sentì bussare alla porta di camera sua. Aprì la porta e si trovò di fronte la sorella: Ludovica era in pigiama, un pigiama leggero rosa pallido, ove si intravedeva sotto che era senza reggiseno. Aveva due tettine piccole ma sode, con dei capezzoli quasi rossi. Imbarazzato, Damiano chiese “Che c’è Ludo?” “perché non vieni in salotto con noi a giocare un po’, invece di stare qui da solo a rincretinirti davanti ad uno schermo?” “Beh.. io non so..” Ma Ludovica lo trascinò quasi di peso nell’altra stanza, dove le sue amiche, tutte in pigiama, stavano sedute a terra sul grande tappeto. Non appena fu nella stanza con le altre due ragazze, Damiano salutò con un leggero cenno della mano e si chiuse in un mutismo totale. Non se ne era reso conto, ma essendo in tuta e canottiera aderente, si vedeva benissimo il suo fisico mozzafiato, e le ragazze lo notarono immediatamente. “Allora, giochiamo con questo dado: lo lanciamo tutti a turno, e chi fa il punteggio più basso si toglie un indumento!” Disse con tono malizioso Ludovica. Damiano diventò rosso come un peperone, balbettando qualcosa e facendo per andarsene, ma venne rimesso a sedere immediatamente dalla sorella. Primo round: il dado venne lanciato quattro volte e proprio Damiano fece il numero più basso! Imbarazzato e silenzioso, si tolse la canottiera lasciando i suoi pettorali e addominali da urlo liberi di essere mangiati con gli occhi dalle ragazze. Stavano per iniziare il secondo round, quando il telefono di una delle due ragazze squillò, lei rispose urlando e in breve spiegò che i suoi genitori si erano accorti che lei non era a casa, che aveva mentito su fatto che avrebbe dormito fuori. Così la vennero a prendere poco dopo, e l’altra ragazza andò con lei per tentare di calmare i suoi genitori irati. Rimasero così solo Damiano e Ludovica.. e lei lanciò il dado, ottenendo un cinque! “Ma come, giochiamo ancora solo io e te?”Chiese Damiano. “Certo! Meglio pochi ma buoni!” Così anche lui lanciò il dado, facendo uscire sei! Ludovica si morse il labbro inferiore, e lentamente si levò la maglietta del pigiama, restando con le tette di fuori. Damiano rimase sbigottito a guardare la sorella in topless: non la vedeva senza maglietta da quando era piccolo, e non si era mai reso conto di quelle belle tette che aveva! Ma la visione paradisiaca durò poco, infatti Ludovica si coprì con il braccio sinistro, riprendendo il dado con la mano destra. “Sei stato fortunato! Ma ora vedremo!” E con decisione e sicurezza, lanciò il dado, facendo uscire due. “Che cazzo!” Urlò chiudendo gli occhi. Damiano lanciò il dado, ottenendo un tre! Ludovica si alzò in piedi, fece un sospiro, e lentamente si sfilò i pantaloni rosa del pigiama, rimanendo in mutandine bianche. Damiano l’aveva vista altre volte in mutande in giro per casa, ma stavolta aveva solo quelle addosso, era molto diverso! Lanciarono di nuovo il dado, e fecero tutti e due quattro. “E ora che succede, siamo pari?” chiese Damiano. Ludovica, che aveva già la risposta pronta, disse “Ci spogliamo tutti e due!” E rapidamente si tolse le mutandine, lanciandole sul divano, rimanendo con la fica leggermente pelosa in bella vista. Damiano istantaneamente ebbe un’erezione, ora che si era tolto i pantaloni si vedeva benissimo. “Prendo il dado e” Ma si azzittì subito visto che Ludovica gli aveva messo le mani sul pacco, frugando nelle sue mutande alla ricerca di quel cazzone enorme. Lo fece uscire senza fatica, mentre Damiano istupidito rimaneva fermo, e iniziò a segarlo con foga. “Quant’è bello!” Diceva Ludovica, mentre muoveva la mano su e giù, e con l’altra si toccava il clitoride. Poi prese a succhiarlo, facendo fatica a far entrare la cappella in bocca, leccandolo più che poteva. Damiano sborrò in pochi secondi, non abituato a quel genere di trattamenti, inondando la gola, le guance e il tappeto di liquido bianco e denso. Di quella serata, i due fratelli non parlarono più, ma ogni tanto Ludovica entrava di nascosto in bagno mentre Damiano si faceva la doccia, e si sditalinava guardandolo.