Il divano della passione

Sentiva la pelle d’oca stimolando i peli sulle braccia, non faceva freddo fuori, ma anche col camino acceso, sentiva i brividi correre su e giù per la schiena. Avevano passato solo un paio di giorni insieme ed erano già legati l’una all’altro. Lei è una bella donna, snella, bruna, e le piaceva mettersi nelle posizioni più sexy quando prendeva il sole. Le piaceva stuzzicarlo, anche se lui faceva finta di nulla, ma vederla sdraiata sulla schiena, che lo fissava con quegli occhi splendidi e marroni, gli provocava strani pensieri erotici. Lei notò che lui guardava e sapeva che gli piaceva. L’ambiente era perfetto. La notte aveva appena raggiunto il suo picco di luna e le stelle erano ben visibili. Suo padre aveva passato anni a lavorare alla casa che poi le avrebbe regalato. Sicuramente non era stata costruita per gli appuntamenti furtivi, ma l’occasione andava colta, ed al volo. Quella sera infatti lei lo invitò a casa sua, dopo che aveva messo a letto i suoi fratellini. “Sai … Ormai Antonio e Melissa sono addormentati, ed i miei genitori staranno fuori casa per altre due ore”, gli ha detto per telefono. Certo… perché non ci aveva pensato? Sorrise tra sé. Non importa, ci sono cose più importanti che bisticciare per cose futili, era giunto il momento di fare pace. Di lì a poco lui arrivò a casa da lei. Aprendo la porta, lei gli fece cenno di sgattaiolare dentro. E furtivamente fece. Mentre entrava fece scivolare il braccio destro intorno al suo sedere, stuzzicandole poi la schiena e facendola tremare di piacere. Indossava un top piccolo e pantaloni del pigiama, e lui era molto consapevole di quanto facilmente questi potrebbero essere spogliati. Sapeva che voleva arrivare a fare sesso, ma era una cosa da conquistare a piccoli passi. Inclinando la testa da un lato, ha assaggiato le sue labbra. Poteva sentire il suo cuore battere forte nel petto mentre le avvolgeva il braccio intorno al collo, anche quando lei scherzosamente lo allontanava. Ridacchiando entrambi, si coprirono con la coperta continuando a baciarsi. Lei si meravigliava di come tutto sembrava diverso in sua compagnia, odore, gusto, considerando che sono insieme da pochi minuti. L’apnea era terribile durante il bacio e lui era costretto a riprendere fiato ogni tot minuti, ma il suo profumo era inebriante. Lei rispose con un sorriso sornione portando la mano di lui sotto il sottile tessuto della camicia. Mentre le sue mani frugavano sotto il reggiseno, lei quasi scoppiò a ridere e lo spinse un po’ indietro. Seduto, lei lo baciò, in modo profondo. La sua lingua si lanciò in avanti tutta nella bocca, già in trepidante attesa. Mentre si baciavano lui le slacciò il reggiseno, lasciandogli su la maglia nel caso in cui uno dei fratellino si fosse svegliato o fossero tornati i genitori. Usando la sua mano destra, dolcemente ma con forza la premette sulla schiena per farla avvicinare e le si chinò molto vicino. La sentìì tesa, come consapevole di ciò che stava per succedere, ma al tempo stesso pronta e decisa a completare ciò che ormai avevano iniziato. Lentamente, ha usato la mano libera ad accarezzare la nuca, portandola appena più vicina a lui. Lei poteva sentire il suo respiro addosso e la sua lingua umida succhiarle i lobi delle orecchie e mordicchiarli con i denti. La sua gamba si contrasse e si accorse che le sue cosce stavano premendo insieme e così fece scivolare la sua mano sotto la camicia. Sentì il suo stomaco stringersi dal freddo della sua mano non appena le toccò il seno morbido. L’unica cosa che gli passava per la mente era la sensazione delle sue mani che le strofinavano i capezzoli che si indurivano al contatto con le mani fredde. Lei ansimò ad alta voce quando ci giocò tra indice e il pollice. Il freddo era solo l’aggiunta al suo senso di lussuria. Non conoscendo questo tipo di sensazioni prima, ha apprezzato ogni sensazione che la masturbazione del capezzolo le provocava. Ora toccava lei fare la contromossa e la sua attenzione era sul pacco di lui. Afferrando la cerniera, ha lentamente iniziato a tirarla verso il basso, godendo la sensazione della sua virilità contro la sua mano. Invece di abbassarli sino alle ginocchia e spogliare i boxer, ha messo la mano dentro i pantaloni, strofinando il cazzo semi-eretto su e giù. Sentiva il sangue gonfiare il cazzo e pulsare nelle vene. Non pensava ad altro se non a toccare tutto questa carne dura e pronta. Purtroppo per lei, lui aveva altri piani. Come ha giocato con la sua erezione attraverso i boxer, ha preso lo spunto per spogliarsi completamente i pantaloni. Ha usato la coperta per coprire la sua metà inferiore, nel caso in cui un passante dovesse capitare a tiro e guardare e tirò giù i pantaloni, esponendo l’erezione attraverso i boxer. La prossima mossa era di lui, che senza esitare, la sua mano ha raggiunto ed accarezzato la figa attraverso le mutandine bagnate. A lei piaceva, dato che si lasciò sfuggire un ringhio quasi animalesco, segno che questa era la strada giusta. Lui proseguì. L’aria fredda della notte  si era riscaldata con la loro passione ed entrambi respiravano velocemente, scuotendo dalla testa ai piedi. Entrambi erano nervosi, sembrava quasi come unaa tortura, il respiro erano brevi rantoli, quasi in sincronia ora. I suoi capezzoli reclamarono un po’ più  di attenzione e lui pensò fosse il caso di stuzzicare la figa con una mano e con l’altra titillarne i capezzoli turgidi. Sollevata la camicia, lei ha esposto i suoi grossi seni, di forma perfetta. Lui abbassò la testa e prese un capezzolo in bocca, utilizzando la lingua per ciò in cui credeva era destinata, leccare tutto il corpo della sua donna. La sensazione della sua bocca sul suo capezzolo e la mano che ancora stava strofinando la figa le faceva tremare tutto il corpo. Prendendo la mano tra le gambe, lo sentiva tornare giù a continuare la leccata tra le labbra della fica ed il clitoride, provocando ancora un gemito forte. Preso dalle voglie, si è spogliato i boxer e liberato il suo cazzo duro, tenendoselo in mano. Lei era entusiasta e si è presa un minuto per ammirare il suo pene gonfio, ma poi dopo averlo preso in mano ha cominciato a pompare su e giù, godendo della contrazione che provocava. Era ora di fare del sesso vero. Tirò giù le mutandine con la mano e lei spudoratamente spinse la sua figa più vicino a lui. Le sue dita trovarono le sue labbra gonfie esterno e vide gocce di succhi zampillare fuori, e le spalmò con le dita su tutto il pube e le labbra. Finalmente infilò un dito nella sua figa fradicia, facendola godere come una pazza, ad ogni colpetto che le dava. Come ha fatto scivolare il suo secondo dito scopandole la figa con entrambe le dita, lei ha esploso in un orgasmo che era impossibile non sentire o capire. Ha usato i succhi della figa per lubrificare la zona intorno alclitoride. Il suo dito medio veniva strofinato da un lato all’altro, ed in pochi istanti, il suo secondo orgasmo la fece sobbalzare di piacere. Poteva sentire ogni muscolo iniziare a contrarsi e rilassarsi. Lei lo spinse su un fianco, facendo attenzione a non cadere dal bordo del divano, e quasi gli strappò i boxer mentre glieli abbassava con forza. Ha avuto un’idea geniale e dopo aver inumidito la propria mano strofinandosela sulla fichetta umida afferrò il suo bel membro, già eccitato a dovere dai giochetti di prima. Il momento era perfetto, lei allargò le gambe e si mise a pecora in modo che la penetrazione fosse più profonda. In effetti lui le infilò tutto il cazzo dentro, spingendoglielo sino in fondo e muovendosi avanti ed indietro. Lei non era vergine, per cui non fece nemmeno tanta fatica a scoparla. Pochi minuti e dalla fica si passò a culo. Dopo una bella lubrificata di lingua, anche il buchetto era pronto ed in poco tempo il cazzo era tutto dentro. Entrò a fatica e lei mugulò non poco dal dolore. Dapprima la punta stuzzicò un pochetto lo sfintere, che si allargava e stringeva a tempo ogni colpetto che lui le dava, ma poco dopo entrò tutto sino in fondo. Non sentii dolore, ma un piacere forte che le prese tutto il corpo. Andò avanti a scoparla per diversi minuti, ed arrivò il momento in cui sentiva che stava per sborrare. Lei voleva bere, ragion per cui gli disse di metterglielo in bocca. Così lui fece, lei lo succhiò avidamente e senza nemmeno l’aiuto di una sega, sborrò tutto, caldo ed in grandi quantità. Un suono secco indicò che lei aveva ingoiato tutto, non lasciando nemmeno una goccia sulla cappella. Ripulì bene l’asta da tutto, godendo e titillandosi ancora la fichetta, che nel frattempo insisteva nel gocciolare liquidi profumati e gustosi. La serata era ancora lunga, e la voglia di esplorare ognuno il corpo dell’altro cresceva sempre di più.