Col fratello sul taxi

“Attenzione al gradino!”. Come faccio un passo a bordo del treno, mi guardo intorno, sollevato. E’ una soffocante giornata, calda e la metropolitana di Roma è ancora più calda. Per fortuna il vagone è relativamente vuoto. Sospirando, scendo alla fermata più vicina alla casa di mio fratello Luigi. Mentre il treno accelera via nell’oscurità, me ne sto cullata in una specie di dormiveglia causato dal movimento delicato della scala mobile. Io non combatto per restare sveglia, i miei muscoli si rilassano e miei occhi si chiudono. “Ci stiamo avvicinando a… è la tua prossima fermata. L’audio dei treni rimbomba in tutta la stazione e qualche avventore ascolta, incuriosito. “Mi stropiccio gli occhi. La mia bocca appare polverosa e secca, quindi metto la mano in borsa per cercare la bottiglia di acqua. Mi sento subito meglio. Dopo aver rimesso la bottiglia nella borsa, mi siedo e guardo intorno in galleria. Dall’altra parte del corridoio c’è uno studente universitario intento a leggere “Guerra e Pace”. Una giovane madre cerca di placare il suo bambino che piange. C’è un vecchio che è occupato con il cruciverba. Insomma, tutto sembra abbastanza normale. A questo punto vedo un giovane inseguire un taxi. Assomiglia a Laurence Fox con un tocco di Daniel Craig, penso tra me e me. Si, proprio carino e non per nulla è mio fratello. Alto e snello, con i capelli biondo cenere pettinati in modo disordinato, con ciocche piuttosto disordinate. Il volto è squadrato; occhi azzurri forniscono un contrasto con il suo corpo abbronzato. Non il tipo di occhi che si dimentica in fretta. Il naso è forse un po’ sul grande, ma decido che aggiunge carattere al viso. Le labbra al confronto fanno da contrappunto elegante ai suoi lineamenti scavati un po’ sul ruvido. Un corpo morbido e dai tratti forse un po’femminili, ma in forma. Immagino di baciargli il labbro inferiore, le nostre lingue impegnate in grovigli e tante altre belle cosine. Scuoto la testa, portando me stessa di nuovo al presente. Mi nota, lo saluto e viene a sedersi accanto a me sullo stesso taxi. Tirando fuori il suo blazer nero, il mio fratellino rivela un’attillata camicia di cotone bianca che lascia molto poco all’immaginazione. I miei occhi si muovono verso l’alto, notando il modo in cui il sudore colora il cotone e lo fa aderire al suo corpo. Si sposta di posizione ed immagino i muscoli spostarsi, contrarsi, sotto la sua pallida, pelle cremosa. Immagino sbottonarsi la camicia, piantando piccoli baci leggeri lungo tutto il suo addome. La mia lingua vorticosamente gira attorno alla base di quei capezzoli rosei, portandoli a divenire duri, affilati, come fossero piccoli punti… Lui geme, la testa rovesciata all’indietro, totalmente in mio potere… eh si… Punto gli occhi per un attimo sul rigonfiamento abbastanza consistente che il suo cazzo fa nei pantaloni ed immagino di essereimpalata sulla sua circonferenza da tutta questa carne dall’aspetto carnoso e ciò fa pulsare il mio clitoride e formarsi umidità tra le mie gambe. Improvvisamente sono consapevole del fatto che è diventato ancora più caldo qui dentro. Le mie pupille si dilatano e la mia pelle è arrossata, quasi come se stesse cuocendo. Sotto la mia canotta di cotone un po’ logora e sbiadita, i miei capezzoli cominciano ad indurirsi ed a stare sull’attenti. Qualche goccia di sudore gocciola lentamente tra i miei seni… Quanto tempo ho passato a fissarlo, affascinata, non ne ho idea. Seppur mio fratello, mi rendo conto che è il più bel ragazzo che abbia mai visto, ma nonostante la parentela non rinuncio a guardare. C’è qualcosa di quasi feroce e affamato di lui. Lui trasuda di una sorta di irrequietezza nervosa, chiaramente ha voglia di raggiungere la sua destinazione finale. Poi, come se fosse consapevole del mio fissarlo, lui si gira, puntando i suoi occhi blu mare su di me. Ansimo. Improvvisamente mi sento come se fossi stata immersa in acqua gelida, vagamente consapevole della mia pelle che diventa a pelle d’oca. Il suo sguardo è incessante e senza rimorsi. E’ come se stesse sfidandomi ad interrompere il contatto visivo. Mi fa sentire come se fossi stata messa a nudo dai suoi occhi, come se stesse guardando dritto nelle profondità più intime della mia anima. “Questo taxi si sta avvicinando a Tiburtina, che è la tua prossima fermata. Il tassista interrompe i miei sogni erotici ad occhi aperti. “Il mio fratellino si alza, senza mai interrompere il contatto visivo con me. Poi sorride e il paesaggio cambia ancora una volta. Quegli occhi azzurri invernale diventano caldi ed invitanti. Piccole rughe appaiono agli angoli degli occhi. Le sue labbra curvano verso l’alto. Il sorriso è al tempo stesso intimo e sensuale, mentre mi guarda dall’alto in basso, in modo chiaro, facendomi quasi capire che gli piace ciò che vede. Mi ritrovo a sorridere in risposta al suo guardarmi. Poi, quando penso (più che altro è una speranza?) che da come guarda avrebbe l’intenzione di avviare una conversazione, il mio amato fratellino si appoggia a, sussurra: “ci vediamo”. L’unico pensiero mi ritrovo in grado di formulare è quanto caldo il suo respiro si sente sulla mia pelle. Mi strizza l’occhio e dopo essere sceso dal taxi, scompare tra la folla. Inizia una giornata di lavoro, ma anche oggi ho potuto guardarlo ed immaginare di fare sesso con lui, sperando si avveri presto questo mio desiderio.